Sconfitta amara. E' stata una battaglia, condizionata dal terreno di gioco
L'ANALISI TECNICA | L'analisi tecnica della partita Taranto-Fidelis Andria
  • Luigi Boccadamo
  • 29 Ottobre 2018 - 10:32
 
D'Agostino, esulta dopo il gol - foto Luca Barone
Mi piacerebbe iniziare il commento da un episodio accaduto sul finire della gara, quando si era già sul 3 a 1 per l'Andria ed in 9 contro 11, allorquando sugli sviluppi di una azione dell'Andria il guardalinee alzava la bandierina per segnalare il fuorigioco di un giocatore ospite, manteneva la stessa alta anche quando l'arbitro guardava verso di lui, poi visto che il direttore di gara faceva finta di niente decideva di abbassarla, fortunatamente per il Taranto l'azione terminava con una parata fortunosa del portiere sulla linea di porta. Detto questo penso non ci sia molto altro da commentare sull'arbitraggio.

Venendo alla partita, possiamo tranquillamente dire di aver assistito ad una battaglia, condita da qualche errore individuale, sicuramente dovuto al terreno al limite della praticabilità. Il primo goal dell'Andria va applaudito in quanto frutto di un gran bel cross ed un tuffo in anticipo sul primo palo da grande centravanti. Il secondo invece è nato su una incertezza di Carullo che ha spalancato una autostrada verso la porta al nr. 9 ospite, che ha dimostrato ancora una volta forza e buona tecnica. Sarebbe troppo facile addossare tutte le colpe a Carullo ma lasciatemi dire che sin qui, il ragazzo è stato sempre uno dei migliori in campo e nell'arco di un campionato l'errore ci può stare.

Dopo il doppio svantaggio con quel terreno di gioco molte squadre si sarebbe date per vinte ed invece il Taranto come se nulla fosse successo ha ripreso a giocare. Vorrei sottolineare che nell'azione del goal del Taranto, nonostante quel terreno, abbiamo visto 5 passaggi tutti di prima e palla a terra, con l'ultimo è stato servito D'Agostino che si è liberato dalla marcatura e poi forse nell'intento di mettere una palla per Favetta ha indovinato una traiettore beffarda per il portiere dell'Andria.

Nel secondo tempo si è visto invece un monologo del Taranto ed anche in 10 contro 11 ha costruito tante situazioni da goal che per sfortuna non si sono concretizzate nel pareggio. E' stato apprezzabile il coraggio di Panarelli, quando ha deciso di sostituire i due centrali difensivi provando a mettere in campo tutto il potenziale offensivo, ben conscio di poter incorrere in brutte figure, nella smania di agguantare il pareggio. Ovviamente una volta in 9 e dopo aver speso tanto è inevitabile che ogni ripartenza degli avversari può diventare letale come poi si è verificato nell'azione del terzo goal dell'Andria.

Andando via dal campo, ho notato con piacere che i tifosi continuavano a suonare i tamburi e ad inneggiare la squadra, segno questo che a volte si può perdere, ma quando si dimostra di aver dato tutto il pubblico, anche se esigente come quello di Taranto, sà apprezzare.
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