Taranto, un campionato da vincere
L'EDITORIALE | Questo titolo è lo stesso che ho dato, nel libro '16 anni di MondoRossoBlù.it'...

  • Roberto Orlando
  • 16 Ottobre 2018 - 10:20
 
foto Luca Barone
Questo titolo è lo stesso che ho dato, nel libro "16 anni di MondoRossoBlù.it", disponibile dalla metà di novembre, all'ultimo capitolo relativo ai campionati del Taranto. Un dovere, quello di vincere, per i tanti motivi che ormai sarebbe davvero stucchevole ripetere (blasone, storia, bacino, tifosi, etc. etc...). Ma vincere è, soprattutto, l'obbiettivo dichiarato dal presidente Giove che, in una stagione davvero mediocre dal punto di vista dello spessore delle avversarie, non può fallire. Dobbiamo dare merito al numero uno del Taranto di aver fatto davvero questa bella promessa alla città e alla tifoseria, rischiando di diventare l'eroe o, in caso contrario, lo zimbello dell'intera città.

In questo momento, classifica alla mano, ci si può anche compiacere della posizione in classifica, nonostante la squadra non esprima proprio un bel gioco e non è di certo una corazzata schiacciasassi. L'undici di Panarelli è, insieme al Bitonto, l'unica squadra imbattuta del girone, ed ha, stupore!, il secondo miglior attacco dopo il Picerno. Il duo D'Agostino-Favetta con 6 reti è subito dietro Santaniello-Esposito del Picerno (8 reti) e Turitto-Patierno del Bitonto (7 reti); contro il Nola (che non è che si sia mostrato proprio irresistibile allo Iacovone) per la prima volta non ha subito reti (rossoblù graziati però dalla bandierina dell'assistente del signor Zamagni di Cesena sul fuorigioco di Mocerino, sullo 0-0) ed ha fornito una prova convincente soprattutto nel secondo tempo. La sofferenza di non trovare sbocchi e la limitata qualità degli under di fascia hanno aumentato la fatica nell'arrivare a rete, sommata alla tattica dell'ennesima squadra scesa a Taranto a fare le barricate (in fase di non possesso Nola col 5-4-1 e 10 giocatori dietro la linea della palla).

C'è da dire che i risultati sportivi rinviano e spostano l'attenzione dalla delicata situazione societaria (confermata anche dallo stesso presidente nella sua intervista rilasciata in diretta tv all'emittente Studio 100 Tv il 21 Agosto 2018) al campo: con ciò non occorre assolutamente abbassare la guardia. Evitare gli errori del passato dovrebbe essere la prima fondamentale responsabilità di tutte le componenti sociali; riecheggiano ancora i "pensiamo ad andare in serie B e po' se penz" di D'Addariana memoria. I risultati sportivi non devono ingannare, ma soprattutto non devono distrarre: campionato aperto, risultati sportivi apprezzabili ma chiediamo sempre qualcosa in più. Conti a posto e trasparenza gestionale. I primi "partner" del Taranto sono i suoi innamorati, i suoi amanti, i suoi tifosi.
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