Taranto, quanto 'pari' bello ?!?
LE VOCI DI MRB.IT | 'L'humus in fabula', rubrica di Marcello Fumarola
  • Marcello Fumarola
  • 10 Ottobre 2018 - 09:42
 
foto Luca Barone
Dalla trasferta di Cerignola si volevano risposte... e le risposte sono arrivate, al di là del risultato. Alcune date con voce ferma, altre con voce più incerta e tremolante; conferme.. insomma. Partita delicatissima nella quale Panarelli ha optato per un cambio modulo ed effettuato alcune esclusioni eccellenti. Oggiano e D'Agostino in panca (quando si dice scegliere la sciabola per il fioretto), ma ciò che ha destato maggiore sorpresa (non avendo notizie di eventuali problemi fisici) è stata la decisione di mandare Ancora in tribuna; tanto più che, in conferenza stampa, un Panarelli alla Checco Zalone ha parlato di "posto fisso" riservato a nessuno e di scelte effettuate valutando il lavoro settimanale. Nell'undici di partenza c'erano quindi Massimo e Ferrara all'esordio dal primo minuto e Diakitè/Favetta per la prima volta insieme quest anno.

Troppi rischi? I primi 20 minuti direbbero di si; fortuna che sul generoso rigore assegnato dall'arbitro (che di nome fa Scarpa e sta proprio...ai piedi di Cristo), ci riprendiamo dallo spavento sorseggiando un'aranciata, San Pellegrino... ovviamente; anche perché, dopo Bitonto, il Cerignola è bi..tonto nel calciare in malo modo dal dischetto. Il Taranto reagisce ed il gol su punizione (deviazione decisiva della barriera) conferma che gli assestamenti effettuati dal mister hanno un minimo... Di Senso. Vantaggio che i rossoblu meritano anche per la gestione delle fasi successive e se il Cerignola non giocasse in casa, forse pagherebbe con l'inferiorità numerica l'eccessiva "esuberanza" di alcuni suoi giocatori.
Sin qui, se vogliamo, le risposte positive; la seconda frazione ha invece purtroppo confermato alcune situazioni sulle quali serve lavorare ed intervenire.
La difesa sbanda paurosamente (con grossolani errori tecnici dei singoli) e denota scarsa propensione all'impostazione; la squadra non riesce quasi mai a fraseggiare ed il ricorso alla palla lunga diventa sistematico.
Certo, col senno di poi, si poteva anticipare la sostituzione di Diakite, ma è anche vero che, poco prima di subire il gol del pari, potevamo fare gol su punizione ancora con Di Senso. Nel secondo tempo, è giusto rimarcarlo, si è sofferto proprio tanto e, per nostra fortuna, l'offensiva degli uomini di Bitetto è andata a sbattere sulla traversa colpita da Marotta.
Alla fine è giunto un ottimo e strameritato pareggio che però non deve rimanere fine a se stesso.
La richiesta del salto di qualità arriva, infatti, da più parti. Prima che lo facciano le altre servirebbe assestare la squadra.
D'altronde già Cazzarò, a pochi giorni dall'inizio del campionato, disse: "La società sa cosa serve"! E manco a dirlo... non è più l'allenatore di questa squadra.
Panarelli ne ha preso il posto con entusiasmo, voglia di lavorare e idee (forse anche qualcosa di più tangibile). A questo punto, se si crede in lui, bisogna innanzitutto lasciarlo lavorare autonomamente (ad ognuno il proprio ruolo) e quindi seguire eventuali sue indicazioni anche in ottica di un necessario miglioramento della qualità della rosa.
Trova qualche timida conferma, intanto, l'ipotesi che la presenza in tribuna di Cesareo, contro il Gragnano, non fosse frutto di "Scherzi a parte" ma forse più di "scherzi... appalti". La cosa importante è che il riverbero, la ridondanza di queste (del tutto ipotetiche) situazioni di collaborazione porti reali benefici al Taranto e non solo a chi lo conduce. Quei benefici conducono ovviamente ad un solo obiettivo: la promozione, da festeggiare magari su un prestigioso yacht ormeggiato davanti al Castello Aragonese... che di benefici ne ha portati anche all'amministrazione comunale.

Nel frattempo i risultati della domenica confermano che si tratta di un campionato da vincere, senza se e senza ma.
Certo, il Picerno di mister Giacomarro sorprende ancora strapazzando a domicilio il Nola, prossimo avversario dei rossoblu; ma si tratta di outsider tutto da verificare anche se, allo stesso modo, da non sottovalutare ricordando il campionato regalato alla Virtus Francavilla tre stagioni or sono.
Per finire, consentitemi un applauso a chi ha seguito la squadra in trasferta, con altrettanto rispetto per chi ha deciso il contrario; ma se si parla di dignità, come ho letto in giro, il discorso diventa troppo ampio, diversificato e contraddittorio... per affrontarlo in questa sede.
Alla fine, comunque, settore ospiti inquadrato poco (quasi niente) anche al saluto di fine partita. Sembra che sulla telecamera dell'operatore, nel momento di inquadrare i supporter rossoblu, si accendesse una spia con la scritta "Curva pericolosa".
Dopo la partita di Coppa che vedrà i rossoblu opposti al Sorrento, appuntamento allo Iacovone per il match di campionato contro il Nola, squadra che ha conquistato proprio in trasferta i suoi attuali 4 punti in classifica, vincendo a Francavilla in Sinni e pareggiando a Sorrento; non solo, ha anche violato il Partenio di Avellino in Coppa Italia. Il match contro il Gragnano, ma non solo, ci insegna che ogni partita ha una storia a sé; guai a sottovalutare l'impegno perché le insidie sono sempre dietro l'angolo e nei campani gioca un "contropiedista doc" come Troianello.
Il mister, invece, si chiama Liquidato e domenica dobbiamo fare in modo che lo sia... di nome e di fatto.
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