'Da Nobile Provinciale a Nobile Decaduta'
DUE CALCI IN LIBRERIA | Dalla rubrica di Angelica Grippa, recensione del libro di Gianni Poggi (Ronzani editore, 2018)
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Angelica Grippa | 1 Aprile 2020 - 19:15
Adesso c’è da lavorare per trovare i soldi, sto pensando a tutta una serie di iniziative per coinvolgere non solo l’imprenditoria, ma anche la società civile e gli stessi tifosi magari attraverso la riapertura della campagna di abbonamenti…

Con le parole del giudice delegato Nerio De Bortoli, ho deciso di iniziare a narrare una curiosa storia, descritta per filo e per segno dall’autore Gianni Poggi, nel libro ‘Da Nobile Provinciale a Nobile Decaduta”. La scelta di partire dall’epilogo contiene una spiegazione alquanto plausibile, in questa dichiarazione sono presenti tutte le parti che in modo passivo o attivo si sono rese protagoniste dei fatti che hanno costruito una tragica vicenda, e che ha visto la fine di una delle più grande realtà calcistiche del nord Italia, il fallimento del Vicenza calcio. I tifosi in primis, e la società civile, vicini alle sorti del club, sono state le vere vittime di ciò che si è consumato in tribunale nello storico 18 gennaio 2018, alle ore 14.45, con la dichiarazione di fallimento del Vicenza.

Era Cassingena
E’ una storia particolare, dove ogni parte ha perso, non vi si contano vincitori nè vinti, ma sono usciti tutti sconfitti. Ripercorrendo le tappe fondamentali, l’inizio della fine, se così possiamo definirlo, è stato il 14 aprile 2018, quando nasce la Vi.Fin. s.p.a, società finanziaria che ha come obiettivo prima l’affiancamento e poi l’acquisto del Vicenza calcio. Antecedente a questa data erano Sergio Cassingena e Nicola Biagio i detentori della proprietà di questa società, rilevata nel 2004 dalla finanziaria inglese ENIC. Questi due personaggi, che ritroveremo più volte nel corso della storia, sono entrambi imprenditori di spicco del vicentino, possiedono il 15% delle quote ciascuno, mentre la restante parte appartiene alla Sisa s.p.a e soci, società di cui Cassingena è lo stesso proprietario. Questi numeri hanno una grande importanza, perché ci permettono di capire come ciò che appariva all’opinione pubblica e ai tifosi fosse profondamente differente da quella che era la realtà. In effetti la verità vede gli acquirenti creare il solito castello delle fiduciarie, la proprietà del Vicenza calcio appartiene alla società FINALFA s.p.a, con sede nella stessa città. Nulla di nuovo nel panorama calcistico italiano, questo sistema ha una lunga letteratura sportiva, ma assume una valenza chiarificatrice nel momento in cui si opera di nascosto, a discapito di una realtà calcistica che alla fine paga il conto di un cumulo di errori e di operazioni svolte nell’ombra. Ma ritorniamo alla nostra storia, dopo 6 anni di gestione Cassingena, deludente a livello sportivo ed economico, la società al collasso viene immessa sul mercato, ad un passo dal fallimento, in data 2010. Da qui in poi incontrerà una serie infinita di acquirenti, che inizieranno delle trattative che in un modo o nell’altro termineranno con un nulla di fatto. Il susseguirsi di tanti presidenti, le trattative mai giunte al termine, i risultati negativi insospettiranno di anno in anno la tifoseria e l’ambiente. Non è tutto, in questo tragico scenario nella prima parte della gestione, i debiti già consistenti, aumenteranno ancora e curiosamente giungeranno al culmine proprio nella stagione più gloriosa della sua esistenza, infatti nel 2014-2015 i vicentini sfioreranno la massima serie. Ma un passo indietro, il 18 agosto del 2014 il Vicenza riuscirà con un meccanismo complesso a centrare l’obiettivo della serie B, la squadra vive una doppia vita; da una parte i risultati sportivi sul campo che volano, e dall’altra il fiato sul collo dei debiti e le numerose trattative d’acquisto che si susseguono, si richiede un sostegno finanziario. Altro incontro storico nel marzo del 2015, tra Cassingena, rappresentante di FINALFA affiancato da personaggi come Cristallini, Gazzoli e l’allora presidente Cunico, e dall’altra parte della trattativa nomi come Pastorelli (presidente di Colombo finanziaria), Marco Franchetto (a.d. di Pulitalia e presidente di Caffè Vero), Stella e molti altri nomi che diverranno cardinali nella parte seguente della nostra vicenda.

Da FINALFA A Vi.fin s.p.a
Sono proprio questi personaggi che due giorni prima della scadenza dei pagamenti e dei contributi e degli stipendi, costituiranno la Vi.Fin. s.p.a il 14 aprile del 2015, una società finanziaria con capitale sociale di 865.000 euro. Perché questa scelta? Perché ci sono 15,5 milioni di debiti, oltre all’impossibilità di fare versamenti e ricorsi al sistema bancario, in seguito alla crisi che sta attraversando la Banca popolare di Vicenza, nonché principale partener bancario e sponsor della società ormai da anni. All’interno di questa nuova creatura circolano nomi quali Pastorelli, Franchetto ma anche uomini molto vicini a Cassingena come il figlio, Dario. Inizia così un rapporto alquanto controverso e instabile tra FINALFA s.p.a e Vi.Fin. s.p.a che di fatto gestisce il Vicenza calcio, operando come intermediaria finanziaria che surroga il sistema bancario, operando quindi a scopo di lucro. Elemento focale è il termine di 19 mesi prestabilito dalla nuova società per esercitare l’opzione di acquisto, crea disorientamento la scelta di un termine così lungo. In concomitanza i biancorossi vedono la possibilità di militare in Serie A, un’opzione che risolverebbe gran parte dei problemi finanziari che ormai da anni affliggono la società e che permetterebbe alla Vi. Fin. S.p.a di rilevare finalmente la totalità delle quota del Vicenza. Ma purtroppo non c’entrano l’obiettivo della massima serie, e in aggiunta parte l’accusa di evasione fiscale dalla Procura della Repubblica do Vicenza per Sergio e Dario Cassingena, per Cristallini e Cunico per non aver versato l’Iva dell’anno precedente. FINALFA è in ginocchio e di fatto è la nuova società subentrata che gestisce gli introiti e amministra. Ma come se non bastasse la scena si complica ulteriormente, tra trattative fallimentari, e gli scontri di natura personale tra Cassingena e Pastorelli. I guai non sembrano avere fine, nello stesso periodo un’indagine su scala nazionale, che molti ricorderanno, per una presunta evasione fiscale legata al trasferimento di alcuni calciatori coinvolgerà non solo gli stessi nomi ,ma anche nomi illustri come Alessandro Moggi. Nel marzo 2016 anche ’Istituto di Equitalia fa visita al Vicenza calcio, presentando una cartella esattoriale di ben 39.000 euro, unica nota positiva sarà la rateizzazione in 12 anni che otterrà la società del debito. E’ importante dire che ci gestisce non possiede la proprietà, di fatto è solo il 14 aprile che Vi.Fin. s.p.a diviene la vera proprietaria delle quote del Vicenza, con Alfredo Pastorelli presidente e amministratore delegato, e con il rinnovo conseguente della sponsorizzazione con la Banca di Vicenza. Pastorelli, personaggio carismatico, inclinerà in breve tempo il rapporto con i tifosi, concentrando tutto il potere e la gestione nelle proprie mani, e rendendosi protagonista di fatti mal gestiti. Fra tanti citiamo l’incapacità di gestire il caso del capitano Brighenti e i fatti che interesseranno il calciatore Rai?evic. Tra le varie riunioni dei dirigenti della Vi. Fin in vista delle scadenze, Pastorelli sarà l’unico al comando, mentre gli altri osserveranno inermi e accondiscendenti. Arriverà il momento in cui tutte le altre parti a ruota, accuseranno il presidente di aver scelto da solo senza tener conto degli altri scaricandogli la maggior parte delle responsabilità, il consueto rovescio della medaglia.

Trattative Borèas e Sanfilippo
Giungiamo all’ultima fase della vita del Vicenza calcio, ed è arrivato il momento di concentrare la nostra attenzione sulle trattative che hanno coinciso con il fallimento. La prima proposta degna di attenzione è quella della Borèas Capital s.a.r.l., finanziaria con sede a Lussemburgo e controllata da una holding di Dubai che intrattiene con la Vi. Fin. S.p.a una trattativa in estrema riservatezza sino al colpo di scena del 5 giugno quando Pastorelli dichiara le dimissione a meno da un mese da una dichiarazione d’amore eterno al Vicenza calcio. Sono tanti i fatti nascosti che portano Francesco Pioppi, a.d. della Borèas a rendersi prima immediatamente disponibile all’acquisto delle quote e nella seconda parte a non soddisfare i criteri dei vicentini. Nel frattempo i contrasti tra Pastorelli e Franchetto fanno da sfondo ad una situazione ormai al limite del grottesco. Pioppi spiega i piani della sua società che ha l’obiettivo di portare il Vicenza in serie B in tre anni lasciano il 25% delle azioni in mano alla Vi. Fin. Si pensa ad un reale rilancio della società, c’è fiducia in tutto l’ambiente, una breve parentesi, che durerà pochissimo. Vari slittamenti portano la trattativa a saltare, dopo la terza proposta della Borèas d’acquisto dà l’ultimatum con scadenza precisa al 10 ottobre. Ma il fuggi fuggi e lo scaricare le responsabilità da parte dei soci della Vi. Fin, che ormai dura da mesi, non permette alla tanto auspicata trattativa di decollare. E’ così si affaccia quella è chiamata la storica trattativa Sanfilippo che consideriamo l’ultimo capitolo della storia che sto narrando. Fabio Sanfilippo è torinese, ha 41 anni e farà uso soprattutto dei social per avanzare pretese sulla società calcistica senza mai versare realmente un euro, uscirà anche dal notaio con la proprietà stavolta alla sua persona fisica, novità assolute nelle trattative. Qui si consuma la catastrofe dopo varie peripezie, si scoprirà che la società che deteneva le quote di maggioranza teneva contemporaneamente una doppia trattativa con la Borèas a scopo di farsi rimborsare una consistente quantità di denaro, e di nascosto quella con Sanfilippo. Quest’ultimo si mostrerà un personaggio ambiguo e dalle azioni inconsistenti che avrà uno scontro diretto con i calciatori che non percepiscono più un solo stipendio da mesi. È venerdì 12 gennaio 2018, avviene il fattaccio tanto temuto dai tifosi, infatti la Procura della Repubblica del Tribunale di Vicenza deposita l’istanza di fallimento del Vicenza calcio, che diviene effettiva circa 5 giorni dopo.

Considerazioni conclusive
Ci ricolleghiamo alla parte iniziale dell’articolo, oltre ad alcuni fatti che hanno scosso il nostro ambiente tarantino quest’estate. Troviamo numerose similitudini noi tifosi del Taranto, che da anni viviamo una situazione difficile contornata da numerosi cambi di società, modifiche in ogni settore, e troppe situazioni fallimentari. Se è vero che operare con il sistema delle fiduciarie non è illegale né tantomeno raro nel mondo del calcio, è anche vero che i tifosi rossoblu come ogni tifoso che si trovi a vivere queste situazioni complesse, con il tempo manchino di fiducia. Dando uno sguardo alla storia , molti club hanno dichiarato fallimento, o hanno lasciato i rami in barca a fatti gia’ compiuti. La parte più vera e importante del calcio rimane la tifoseria, senza questa parte, nessuna società calcistica ha ragion d’essere, per questo chiediamo di rendere partecipi le tifoserie nelle vicende societarie nel bene e nel male. Cosi come ha fatto il Vicenza chiedendo delle quote alla tifoseria e creando la famosa ‘Nobile Provinciale’. Che questi fatti ci aprano testa e cuore, aiutandoci a guardare con occhio attento il panorama calcistico che ci circonda. Di mio auguro al Vicenza di calcio di rinascere dalle proprie ceneri e di spiccare il volo per la gioia e il lustro dell’intera città, stesso augurio che faccio dal cuore alla mia città, di militare con impegno e umiltà nelle categorie che gli competono.
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