Comunicazione, questa sconosciuta
LE VOCI DI MRB.IT | Fare e far sapere. Ma anche Fare, disfare, dire, ridire. La società di Giove è in preda ad una crisi. Solo comunicazionale?

  • Roberto Orlando
  • 10 Luglio 2018 - 12:11
 
foto Luca Barone
È un compito arduo analizzare la comunicazione ai tempi dei social, soprattutto quando l'eccesso comunicativo fa perdere le tracce del recente passato. Forse proprio su questo "eccesso" che la società di Giove basa la sua comunicazione. Ci vuole quindi memoria lunga e spirito di osservazione per poter tenere il passo dei protagonisti di un lungo atto comunicativo. Fortunatamente la memoria "ci accompagna ancora", come direbbe il mio quasi ottantenne papà, e abbiamo ancora l'impertinenza di voler fare "le pulci" ad uno stile comunicativo, quello del Taranto, che non è solo la forma, ma anche la sostanza delle loro azioni.
Ad ispirarci, questa volta, un comunicato stampa a dir poco allucinante. Preambolo: dopo qualche settimana di cooperazione Raffaele Sergio, collaboratore di mercato del Taranto, ha deciso di porre fine alla sua avventura al fianco di Giove e Montella per diversità di vedute. Pensieri e parole che lo stesso Sergio ha riferito proprio a MRB.it l'8 luglio a cui ha fatto seguito il comunicato ufficiale della società. Proprio mentre Sergio ricorda le sue operazioni di mercato, che hanno portato a Taranto diversi giocatori della Cavese, la società entra a gamba tesa sulla questione, affermando che "La società non ha mai sottoscritto un accordo e nessun tipo di contratto di collaborazione con il sig. Raffaele Sergio". Davvero sorprendente: eppure in più di una occasione anche il DS Montella (intervista a MRB del 25 giugno u.s.) aveva affermato il ruolo del dirigente ex Cavese; "Raffale Sergio ha già individuato altre figure, quindi siamo tranquilli" e "questo è un progetto tecnico e bisognerebbe chiedere al mister o a Raffaele Sergio". C'è qualcosa che non va... Lo stesso Sergio è stato intervistato da MRB.it (vds 14 giugno,...... ) parlando di mercato, di valutazioni sui prossimi acquisti, di moduli e tanto altro. Siamo di fronte al mistero di un professionista che si è aggirato nelle stanze dei bottoni del Taranto senza averne titolo ma indisturbato, tessendo affari e incidendo (si può dire?) nell'arrivo a Taranto di 4-5 giocatori ex Cavese, società nella quale giravano i suoi interessi.

Probabilmente la Società ha ragione in termini formali e linguistici, quando parla di "contratto di collaborazione", che evidentemente non è mai stato sottoscritto. A fine maggio Sergio aveva preso parte informalmente alla riunione tecnica che aveva confermato Cazzarò in panchina e proprio in un nostro articolo del 31 maggio si legge che "...omissis... Sergio, attualmente legato da un rapporto di amicizia con gli stessi dirigenti ionici (Giove e Montella, ndr) e da considerare come un consulente essendo federalmente legato all'Avellino. Dopo aver sciolto il legame con gli iripini, Sergio sarà investito del ruolo di responsabile dell'area tecnica e affiancherà Michele Cazzarò ...omissis...". La stessa società in un comunicato ufficiale del 30 maggio affermava che "al relativo incontro (riunione operativa tra Giove, Montella e Cazzarò di cui sopra, ndr) ha presenziato Raffaele Sergio", quindi non ci stiamo inventando niente.

Ciò che ci lascia perplessi è un'altra frase del comunicato stampa del 9 luglio, dove la società dichiara che "Il Taranto ha gestito l'intera campagna acquisti in piena autonomia senza interferenze e l'ausilio di collaboratori esterni". Che l'italiano sia una lingua bellissima, ricca e piena di sfaccettature in ogni sua parola è palese, quindi siamo in difficoltà nel costruire l'esegesi di questa frase. "piena autonomia": immaginiamo significhi che la società ha deciso "motu proprio" ogni acquisto, in quanto detiene il potere e la facoltà delle proprie azioni. Non fa una piega. "senza interferenze", ovvero, senza ingerenze o intromissioni da parte di nessuno. Giove, Montella o chi per loro ha deciso senza condizionamenti gli acquisti da fare. Ci crediamo, ci mancherebbe altro che qualcuno abbia costretto il presidente ad acquistare giocatori col coltello alla gola...
"(senza) l'ausilio di collaboratori esterni", e qui ci viene male... Sergio, è stato citato dalla società ma senza alcun incarico o titolo conferito. E allora di cosa parlava con Giove e Montella? Del tempo? Dei mondiali? Di ricette di cucina? Che la formalizzazione contrattuale di una collaborazione dia un crisma di ufficialità di un incarico all'interno di una società è palese, ma resta il lato tragicomico della vicenda: Se la società sta disconoscendo totalmente Sergio, parlando di "equivoci e dichiarazioni lesive" e "diffidandolo a rilasciare dichiarazioni millantatorie" sulla società e sul suo Presidente, che ruolo aveva Sergio in società? Che ci faceva alle riunioni? Ma quando Sergio veniva intervistato dai vari quotidiani e parlava di acquisti ed altro, perché lì non è stato diffidato da Giove?
La società ha emesso un comunicato molto duro, si vede che quel rapporto di amicizia di cui parlava il nostro Direttore tra i dirigenti jonici e Sergio si è spezzato... A noi resta lo stupore di un comportamento poco lucido da parte della società, che continua a comunicare con incoerenza, disconoscendo anche le proprie azioni.
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