Degli Schiavi, 'Taranto vuole tutto e subito, ma ci vuole programmazione'
TARANTO FC | L'ex giocatore e allenatore rossoblù parla a MRB.it

  • Angelica Grippa
  • 16 Giugno 2018 - 15:20
 
Gianfranco Degli Schiavi - foto Luca Barone
Gianfranco Degli Schiavi è stato uno storico portiere nel Taranto, ha militato anche al fianco di Erasmo Iacovone, oltre ad essere preparatore dei portieri della stessa squadra rossoblù. Nell'era Blasi ha vinto un campionato come secondo di Aldo Papagni. Attualmente gestisce un'accademia per portieri a Grottaglie. Ascoltiamo le emozione e le sensazioni di un uomo che ha dato molto al Taranto in più di 20 anni.

Parliamo di attualità, della sua Accademia a Grottaglie. Di cosa si occupa nel dettaglio? Come è nata quest'idea?
"L'idea è nata circa 14 anni fa, maturata a Taranto quando facevo il preparatore dei portieri, ma anche ad Andria. Il lunedì, quand'ero libero mi dedicavo a questa accademia in un campo a Grottaglie e mi sono inserito piano in questo discorso. E adesso sono 13 anni che nel mese di giugno organizzo questo stage dei portieri della durata di un mese, lavoro 3 volte a settimana, il lunedì, il mercoledì e il venerdì. E' forse l'unico stage dei portieri che ha questa durata, non solo in Puglia".

Ora un salto nel passato, com'era militare nel Taranto del grande Erasmo Iacovone?
"Abbiamo vissuto gli anni più belli di tutta la storia del Taranto, militavamo in Serie B, eravamo anche giovani. C'era l'entusiasmo giusto in tutto l'ambiente, si parlava di calcio 7 giorni su 7, si stava sempre a fare calcio. Un ricordo straordinario, quasi 9 anni di serie B a Taranto come calciatore, e 13 anni tra allenatore in seconda e preparatore, una vita intera in questa città".

Com'è stato invece vincere il campionato di serie C in seconda come allenatore?
"Vincemmo il campionato di Serie C2 con Aldo Papagni, iniziammo con Raimondo Marino ma a dicembre non avevamo ottenuto grandi risultati, così la società decise di scegliere Papagni. Abbiamo avuto un ottimo rapporto, una squadra fantastica con Ambrosi, Deflorio, Pastore, Mancini, con direttore sportivo Evangelisti, un gruppo che ha fatto bene anche in C1. Vincere a Taranto è come vincere in Serie A, lo stesso trasporto, la stessa passione, l'amore che ti da questa città è incomparabile".

Segue ancora le vicende del Taranto? Se si, cosa pensa della stagione appena conclusa?
"Si anche se da lontano. Sono partiti malino poi con il cambio d'allenatore qualcosa è cambiato, hanno disputato un buon campionato, sinceramente penso meritasse qualcosa di più. Ma ha avuto il demerito di perdere punti all'inizio della stagione e se vuoi vincere il campionato, questo non te lo puoi permettere, devi rimanere concentrato dal primo momento. Sono stati fatti errori all'inizio, ora hanno un'ottima squadra che spero non venga smantellata, ma che la completino nei punti deboli per poter vincere l'anno prossimo finalmente il campionato".

Ma secondo lei perché una squadra come il Taranto con una piazza così importante milita in Serie D e fatica a risalire?
"Perché Taranto vuole tutto e subito, questo non è possibile. Se nel calcio non c'è programmazione è difficile andare avanti. Puoi vincere qualche volta, ma se non programmi con alle spalle una società forte e solida non vai da nessuna parte, e le difficoltà le vediamo ogni anno".

E la sua esperienza da preparatore dei portieri del Taranto?
"Ho iniziato quando rinacque il Taranto nel '93 con direttore sportivo Pellegrini, iniziando questa avventura con vari allenatori tra cui Selvaggi. E' stato bellissimo rientrare nella squadra nella quale ero cresciuto, dal 1993 al 2000. Ho concluso con Carrano, poi è iniziata la mia avventura ad Andria nel 2002. Con Blasi sono tornato per altri 4 anni".

Visto che ha vissuto tutti questi anni a Taranto, ha vissuto varie società con altrettanti presidenti, un parere soggettivo, tra tutti, quale ha portato a Taranto l'atmosfera più bella?
"Ho visto tanti presidenti, Fico, Di Maggio, Buonfrate, Blasi, Papalia, quest'ultimo una persona vera. Parliamo di grandi persone. Rispondendo alla sua domanda, tolti i presidenti di Serie B, il periodo più bello è stato quello con Ruta e Blasi".

Le piacerebbe collaborare ancora con il Taranto, cosa la lega a questa squadra e a questa città?
"Sono cresciuto nel Taranto, sono arrivato qui che avevo 16 anni e mezzo e qui ho vissuto gli anni più belli, senza contare che adesso abito anche a Grottaglie. 21-22 anni a Taranto in una stessa società, i colori e la città mi ha dato veramente tanto".
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