Dionigi, 'Nei play-off tiferò per i rossoblù sperando ci siano i ripescaggi'
VERSO TEAM ALTAMURA-TARANTO | 'Un giorno tornerò ad allenare il Taranto' - ha aggiunto
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Davide Dionigi - foto Luca Barone
Andrea Loiacono | 11 Maggio 2018 - 12:24
Nei giorni precedenti alla semifinale play-off Altamura-Taranto abbiamo contattato telefonicamente mister Davide Dionigi, tecnico che più di tutti è andato vicino al ritorno in serie B nei due anni in cui è stato alla guida dei rossoblù.

Buongiorno Mister, come va? Ci racconti come è andata la tua ultima avventura sulla panchina del Catanzaro?
"A Catanzaro è andata bene: ho preso la squadra in zona play-out, siamo entrati nei play-off, rimanendo per lungo tempo quinti in classifica. Purtroppo poi abbiamo perso le ultime 3 partite contro Matera, Lecce e Rende e siamo scesi di qualche posizione ma eravamo in linea con i programmi della società che erano quelli di centrare i play-off. Poi hanno pensato di dare uno scossone alla squadra per migliorare la posizione in classifica che invece alla fine è stata peggiorata e hanno rischiato di disputare i play-out. Io comunque sono contento del lavoro svolto".

Avrai sicuramente avuto modo di seguire le vicende del Taranto. Conosci il Presidente Giove o hai avuto modo di sentirne parlare?
"Certo, il Taranto lo seguo sempre. Inizialmente c'è stata una partenza un po' ad handicap, seguita da una rimonta importante da novembre in poi. La Serie D non la seguo molto ma faccio sempre il tifo per il Taranto. Conosco poco il Presidente Giove a dire il vero ma, come accade per tutti i presidenti, penso che non sia facile fare calcio a Taranto. Mi hanno detto che è una persona che si impegna con passione in quello che fa e che non bada esclusivamente all'aspetto economico. La cosa fondamentale è che ci metta sempre la faccia in quello che fa senza nascondersi dietro altri aspetti. Poi i risultati possono arrivare o meno ma questo fa parte del gioco".

Domenica il Taranto disputerà l'ennesimo play-off contro l'Altamura. Tu che i play-off col Taranto li ha disputati, ci puoi dire come si affrontano queste gare e se giocare fuori casa potrebbe essere uno svantaggio per il Taranto?
"Intanto, mi piacerebbe capire se questi play-off portano a qualche ripescaggio. Ieri Malagò ha ipotizzato l'inserimento delle formazioni B delle squadre di serie A in Lega Pro e serie B. Sinceramente questo mi sembra alquanto utopistico. Purtroppo con il Taranto ho perso entrambi i play-off con l'Atletico Roma e con la Pro Vercelli, anche se nei miei due anni sulla panchina a Taranto avremmo meritato la promozione. Sappiamo tutti com'è andata. Ricordo anche la seconda stagione, nella quale arrivammo primi e poi ci vennero tolti sette punti fra mille difficoltà. Non credo comunque che il fatto di giocare fuori possa condizionare il Taranto. Queste sono davvero partite a sé e non si tratta della solita frase fatta, è impossibile fare pronostici".

Che ricordi hai di quei play-off a Roma, con oltre cinquemila tifosi tarantini sugli spalti?
"Fu un grande play-off molto emozionante, penso forse il più bello che il Taranto abbia mai disputato. Se c'era una squadra che doveva vincere e passare il turno era la nostra, poi un gol nel recupero ci condannò all'eliminazione. L'anno successivo in serie B ci eravamo andati ma ce l'hanno tolta con 7 punti di penalizzazione. Per carità, è giusto che le penalizzazioni siano date puntualmente e dovrebbe essere sempre così, anziché con mesi di ritardo".

Questo è stato l'anno dei cambiamenti a livello calcistico con l'introduzione del VAR, delle 5 sostituzioni in Lega Pro e in Serie D, oltre alla regola dei under. Ritieni che queste siano le giuste contromisure per rilanciare il calcio italiano, escluso anche dai mondiali?
"Qualcosa bisogna fare, altrimenti si andrà verso la deriva. Io penso che il futuro siano i giovani. Dobbiamo trovare il modo di puntare sui giovani italiani utilizzando la migliore formula possibile. Che poi sia l'introduzione delle squadre B o l'obbligo delle sostituzioni piuttosto che un altro rimedio ma una formula va trovata".

Conoscendo mister Cazzarò e mister Ginestra, quali sono le tue sensazioni in vista di domenica?
"Naturalmente faccio il tifo per il Taranto. Gli auguro che riesca a spuntarla sperando che serva a qualcosa".

C'è o c'è mai stata la possibilità di un tuo ritorno sulla panchina rossoblù?
"Prima o poi tornerò ad allenare il Taranto, questo è poco ma sicuro. Non so quando perché ci vogliono le condizioni giuste, allenare a Taranto non è facile. In più, vorrei tornare per portare a termine quel progetto di riportare il Taranto nel calcio che conta, obiettivo che ho solo sfiorato. Ma ripeto, attendo che ci siano le condizioni e il progetto giusto per coronare questo desiderio".
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