TARANTO FC

Innocenti, 'Ho il rammarico di non aver contribuito nei play-off per la B'

'Taranto città fantastica. Tra Taranto e Nardò prevedo un pari...'

Riccardo Innocenti - foto Luca Barone

Due stagioni in riva allo Ionio dal 2009 al 2011 con 11 reti all'attivo; attaccante potente, prima punta vera: stiamo parlando di Riccardo Innocenti che ha indossato con buoni risultati anche le maglie di Marcianise e Gallipoli. Noi di MRB.it l'abbiamo contattato per una chiacchierata.

Cosa fa oggi Riccardo Innocenti?
"Gioco ancora nell'Alfonsine, la squadra di un paese in provincia di Ravenna in Eccellenza, dopo aver giocato per gli ultimi tre anni nel Ravenna in serie D. Uno dei miei ultimi obiettivi era quello di giocare con mio fratello e lo sto realizzando".

Qual è stato il tuo partner d'attacco ideale con cui ti sei trovato meglio in carriera?
"Come attaccante vero e proprio dico Castillo, con cui ho giocato due anni molto belli a Gallipoli, abbiamo vinto due campionati siglando tanti gol, come caratteristiche ci compensavamo molto bene e secondo me è un giocatore che merita la carriera che ha fatto. Ce ne sono stati altri come i trequartisti che mi giocavano alle spalle a Marcianise: Manco, Poziello e Galizia. Ho avuto la fortuna di giocare anche con Clemente a Gallipoli. A Taranto avrei dovuto fare coppia fissa con Corona ma mi infortunai, mi sono rotto il perone e la mano. Il primo anno fu un po' sfortunato. Il secondo anno c'erano Scarpa, Rantier e Nicola Russo".

Ci sveli il retroscena sul tuo arrivo in rossoblù? Chi ti portò a Taranto?
"A portarmi in riva allo Ionio fu Danilo Pagni. Il Taranto mi cercava già da tempo. Quell'anno fino a quel momento avevo siglato 16 gol a Marcianise. Il Direttore Pagni arrivò prima rispetto al Pescara, che anche era interessato a portarmi in Abruzzo".

Del Taranto che ricordi hai, della sua tifoseria e del periodo trascorso a Taranto?
"Taranto per me è una città meravigliosa, non me l'aspettavo così bella. Ho avuto la possibilità di scoprirla nell'anno e mezzo in cui ci sono stato. Sono tornato recentemente per la commemorazione della morte di Iacovone. I Tarantini mi hanno voluto bene e io ho il rammarico di non essere riuscito a portare a termine il mio obiettivo, che era quello di portare la squadra in serie B, perché a gennaio me ne andai nonostante fossi vicecapocannoniere del campionato, per motivi sui quali è meglio sorvolare".

Quale è stato il gol più bello realizzato in rossoblù?
"Ti dico che sono molto legato a quello del derby contro l'Andria, perdevamo uno a zero. Giorgino mi fece un bell'assist e poi rimontammo anche la gara. Ricordo anche quelli segnati alla Ternana o quello col Novara in Coppa Italia per la presenza di tanti Tarantini. Per me i gol realizzati col Taranto sono stati tutti belli. Un gol siglato con la maglia del Taranto ha più valore che con un'altra maglia di una tifoseria meno blasonata".

Cosa manca al Taranto per ritornare tra i professionisti? Si tratta solo di programmazione?
"La società attuale non la conosco anche se me ne hanno parlato bene. Il Taranto l'anno scorso sul mercato avrebbe potuto fare bene. Quest'anno il Taranto ha cambiato molto, c'erano giocatori che non si erano ambientati. In precampionato davano Taranto, Potenza e Cerignola favorite. Così non è stato e penso che ora l'obiettivo sia quello di piazzarsi al meglio possibile e sperare che accada qualcosa. Ogni anno ci sono squadre in serie D che non si iscrivono e vincere i play-off potrebbe essere fondamentale".

Domenica ci sarà Nardò-Taranto con il Taranto in serie positiva da nove turni; come finirà?
"So che probabilmente non potranno andarci i tifosi. Credo che questo sia un male nel calcio. Il calcio senza tifosi non è tale. Anche le società non riescono a fare gli introiti necessari. Nardò lo conosco poco ma ha un campo difficile. Penso comunque che potrebbe uscire un segno X che allungherebbe la striscia positiva. Ma da ex del Taranto e del Gallipoli dico Taranto".

Il Potenza ha vinto ormai il campionato?
"Per me no, anche se il Potenza è una squadra forte ma la Cavese è allenata da un tecnico esperto e dirà la sua fino alla fine. Il Potenza può vincerlo ma non è così scontato".

Cosa ne pensi delle regole degli under e delle 5 sostituzioni in serie D?
"La regola degli under per me è un regola che illude i giocatori perché poi la maggior parte smette di giocare. Anche le sostituzioni potevano essere evitate o quanto meno metterne due obbligatorie durante la fine del primo tempo perché altrimenti i tempi di recupero si allargherebbero a dismisura".

Un saluto ai tifosi Tarantini?
"Taranto mi è rimasta nel cuore. Saluto con affetto tutti i suoi tifosi e visto che non ho potuto giocarci io in serie B con quella maglia spero possa farlo un domani mio figlio".


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