Condemi, 'Sempre con rispetto, mai con paura. Affronteremo un grande Taranto'
VERSO SARNESE-TARANTO | Il tecnico della Sarnese, a MRB.it, parla del match Sarnese-Taranto
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Il tecnico Carmelo Condemi - foto www.polisportivasarnese.it
Angelica Grippa | 19 Gennaio 2018 - 12:30
Tempo di lettura: 4 minuti e 11 secondi
Domenica 21 gennaio il Taranto affronta in trasferta la Sarnese, lo scontro si preannuncia avvincente. Riusciranno i rossoblù a portare avanti la striscia di successi? Nell'attesa di scoprirlo ascoltiamo le parole dell’allenatore dell’avversaria, Carmelo Condemi.

Affrontiamo subito il tema legato alla sua squadra, che gioco ha dato alla squadra tatticamente parlando?
"Siamo una squadra giovanissima, il mio è un gruppo che ho preso in corsa e ho cercato in ogni modo di adattarmi alle loro caratteristiche. Ovviamente ho cercato di darle anche qualcosa di mio e con gioia ho appreso che era la squadra giusta per le mie idee calcistiche. Variamo i moduli, da 4-3-1-2 oppure con il 3-4-1-2, valutiamo ovviamente di volta in volta, ma io amo molto giocare con il trequartista. Sin ora stiamo facendo discretamente, domenica scorsa abbiamo letteralmente buttato una partita , dove meritavamo il pareggio. L’abbiamo persa anche in funzione del fatto che militano calciatori davvero giovani, ma sono contento di ciò che stiamo facendo".

L’obiettivo della sua squadra per la stagione qual è?
"Quando sono giunto qui credo che l’obiettivo fosse di quello di salvarci anche attraverso i play-out, questo desiderava la società. Penso che ci stiamo riuscendo alla grande, ma è importante iniziare a fare di nuovo punti. Domenica abbiamo una partita tosta con una delle squadre più forti del campionato, ne siamo consapevoli. Il Taranto ha una cultura differente, calcisticamente parlando, quindi bisogna fare attenzione nel prepararla".

Ecco, parlando della propria avversaria, se le chiedessi quante probabilità ha la sua squadra di vincere questo scontro cosa mi risponderebbe?
"Io posso solo dire che da allenatore cerco di lavorare per dare il massimo, poi non ho le capacità di calcolare le reali possibilità. Lavoriamo per un risultato pieno con la consapevolezza di scontrarci con una grande squadra. Sempre con rispetto e mai con paura affronteremo il Taranto. Il calcio è strano e imprevedibile, è bello per questo".

Guardando la classifica si nota la distanza fra le prime 4 squadre e tutte le altre. Secondo lei perché tutta questa distanza.
"Perché sono realtà diverse, squadre diverse, città differenti e diverse culture calcistiche. Le differenze sussistono anche a livello economico, le cifre ti aiutano a lavorare meglio. Le prime hanno potenziali diverse rispetto alla nostra realtà. Così come le dico che il Taranto non ha una classifica paragonabile alla sua piazza, e ha un pubblico che sicuramente non merita di stare in quella posizione. Mi sono scontrato da calciatore e da allenatore con questa squadra e a maggior ragione le posso confermare questo. Il Taranto ha un blasone. Ci sono momenti oscuri per tutte le squadre ma ho visto una ripresa negli ultimi risultati positivi".

La sua squadra ha il posto che merita in classifica?
"Per ciò che abbiamo espresso in campo meritavamo qualcosa in più, abbiamo fatto anche 5 risultati inutili. Con il Pomigliano ad esempio, abbiamo perso una partita che abbiamo dominato sino al 90’, così come altre volte si vince giocando male. Domenica scorsa meritavamo anche allora la vittoria, uscire davanti agli applausi di 2500 tifosi dà soddisfazione, ma non basta. Trovi motivazione i tutto questo, stimoli, ma contano i punti e potevamo benissimo averne 26 o 27".

Il mercato invernale di dicembre ha cambiato qualcosa nella sua realtà, ha sconvolto anche in minima parte l’equilibrio?
"Se dovessi fare un chiaro bilancio, tra le entrate e le uscite le direi che la squadra si è parecchio indebolita. Sono andati via in 7 e ne sono arrivati 3 o 4, mi pare palese. I nuovi arrivi non hanno sostituito in modo adeguato quelli che c’erano. Ma la nostra società ha questa politica, e io perseguo questa mentalità. Abbiamo la squadra più giovane d’Italia, di solito giochiamo con 6-7 Under, occupando uno dei primi tre posti nella classifica delle squadre più giovani del Paese. E’ una squadra che pur giovanissima, mostra di essere ‘grande’ in altre situazioni, si fa rispettare e mostra un ottimo calcio. Con pazienza e gioia lavoriamo tanto".

Qual è secondo lei la vera favorita per la vittoria del campionato e il Taranto rientra in questa lotta serrata?
"I punti sono tanti ma soprattutto le squadre da inseguire sono tante. Bisognerebbe perdere almeno 4 partite, è una situazione complessa ma ritengo il Taranto una grande piazza. Giocare dinanzi a quel pubblico è qualcosa di davvero spettacolare. Mi spiace guardarla lì dov'è, in una categoria che obiettivamente non gli spetta, ma sono convinto che nel giro di qualche anno possa tornare nel calcio che merita. Spero torni in alto ma dopo domenica, perché io da allenatore della Sarnese voglio che i miei ragazzi facciano risultato".
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