Pietroforte, 'Mi aspetto un Taranto forte e determinato. Ci metteremo il cuore'
VERSO SPORTING FULGOR-TARANTO | Il direttore sportivo della Sporting Fulgor, parla a MRB.it in vista del match contro il Taranto
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Angelica Grippa | 8 Novembre 2017 - 13:09
Direttore sportivo dello Sporting Fulgor Molfetta, Simone Pietroforte si offre gentilmente ai microfoni di MRB.it a pochi giorni dalla sfida con il Taranto.

Parliamo del campionato in corso, con uno sguardo generico su ciò che scorre dinanzi ai nostri occhi di giornata in giornata.
"Appare come un campionato davvero interessante e pieno di colpi di scena che vede il Potenza con il vento in poppa. Mentre le altre società, chi prima, chi dopo, hanno avuto numerosi problemi, a partire dal Cerignola ma anche il Taranto stesso. Sembra che in quest'ultima piazza però i problemi siano superati, anche se il distacco è notevole e sarà una vera impresa cercare di colmarlo".

In tutto questo, dove si colloca il Molfetta e quali sono i reali obiettivi della stagione?
"Lo Sporting Fulgor Molfetta è una società che ha visto un esordio estremamente travagliato, tra carte bollate e ricorsi vari, situazioni di ogni tipo. Il nostro obiettivo è cercare di rimanere nel campionato interregionale. Tutto questo lo vorremmo realizzare mettendo in campo calciatori giovanissimi con grandi prospettive e sin ora ci siamo riusciti discretamente. La classifica è molto corta e per questo dobbiamo stare attenti e con gli occhi ben aperti, evitando un probabile scivolone che ci vedrebbero coinvolti in una lotta per la salvezza. Lotteremo sino alla fine, è il destino dei poveri".

Come ha costruito la sua squadra e su quale tipo di organico è basata?
"La mia è una squadra giovane, molto giovane e come tale paga dazio. Molte partite le abbiamo perse a qualche minuto dalla fine o per grosse ingenuità. E' chiaro che quando scendi in campo con tanti ragazzi vi è il rovescio della medaglia. Questa era per noi l'unica soluzione per poter disputare questo campionato, poiché non possiamo avventurarci in spese folli. Dobbiamo essere molto vigili e attenti al nostro bilancio, non avendo tante entrate, il pubblico che ci segue è striminzito, direi ridotto al minimo indispensabile, e aggiungo la mancanza di grossi sponsor, per questo dobbiamo fare di necessità virtù. Ripeto è una squadra composta da giovani calciatori di prospettiva che sperano di mettersi in luce per poi giocare in squadre che militano in campionati superiori".

Quindi mi sta dicendo che le squadre che militano in vetta sono ormai irraggiungibili, o meglio che i giochi sono già fatti?
"Assolutamente no. Mai dire mai, io ricordo anni fa in un campionato in cui il Barletta aveva 10 -12 punti di stacco sulla seconda, alla fine l'Aversa nel girone di ritorno recuperò e vinse addirittura il campionato. E' proprio questo il bello del calcio, bisogna lottare fino alla fine convincendosi dei propri mezzi e poi i risultati parleranno all'ultima giornata. Tutti dobbiamo lottare e anche il Taranto fa bene a continuare a crederci, così come noi che dobbiamo raggiungere l'obiettivo alla nostra portata, la salvezza".

Secondo lei il mercato invernale potrebbe stravolgere gli equilibri che si sono delineati fino a questo momento?
"Il mercato invernale è importante e solitamente ripropone situazioni nuove. Le dico la verità, guardando la classifica credo che la situazioni non cambierà anche dopo il mercato, vedo un Potenza che fa da lepre e gli altri che inseguono. Se il Taranto troverà davvero un certo equilibrio come pare che sia, potrà dare filo da torcere. Sicuramente non posso prevedere dove potrà arrivare, non sono un mago non so fare previsioni future. Solo l'esperienza può aiutarmi in questo senso."

Come mai questo campionato appare nettamente diviso in due, con squadre in vetta fortissime e le altre da metà classifica in giù di livello basso?
"Questo è il risultato della scomparsa della C2, eliminando quel campionato, nell'interregionale ci sono squadre con grossi divari. In vetta ci sono società che non hanno da invidiare nulla a quelle di Lega Pro, a partire dal Potenza, al Taranto, al Cerignola, che potrebbero disputare un campionato professionistico facendosi valere. Poi ci sono quelle come noi con formazioni molto giovani più o meno organizzate. Molte società hanno situazioni alquanto particolari, è una cosa nota. Aggiungo che il calcio italiano sta attraversando una vera crisi d'identità ad ogni livello partendo dalla Serie A e giungendo alle categorie sottostanti".

Parliamo del Taranto, come vede questa squadra e che Taranto si aspetta di incontrare?
"Mi aspetto un Taranto forte e determinato che cercherà di raggiungere un risultato pieno a suo favore. Se vuole recuperare il gap dalla prima in classifica è ovvio che ha come obiettivo quello di continuare a vincere. Noi invece cercheremo di opporci a questa dinamica con la spensieratezza e con la sfrontatezza tipica di una squadra giovane che metterà cuore, ritmo e quella incoscienza che li contraddistingue".

Cosa ha sbagliato secondo lei il Taranto nella prima parte del campionato?
"Bella domanda, non ho facoltà divinatorie. Dico che tanti meccanismi bisognerebbe conoscerli dall'interno e tante volte si è frettolosi nel formulare giudizi non avendone una reale conoscenza. Si lanciano sentenze, qualcosa sarà accaduto altrimenti non avrebbe accumulato quel distacco. Lo scollamento tra la ex dirigenza e la tifoseria è un fatto noto, ora non so come siano le cose. Mi auguro che con la presidenza Giove sia cambiato qualcosa e che la gente si riavvicini ai rossoblu".

Pietroforte chiude l'intervista con queste parole: "Il Taranto è una nobile del calcio pugliese e come tale dovrebbe disputare campionati superiori. Per esperienza aggiungo che non è per niente facile uscire dal pantano dei dilettanti. E' complesso vincere il campionato interregionale io ne ho vinto qualcuno e aggiungo che non è per nulla semplice. Auguro al Taranto di riuscirci, dico che con i miei ragazzi cercheremo di metterli in grande difficoltà come è gusto che sia. Lo sport ha queste dinamiche, poi se saranno più bravi e vinceranno, noi da buoni avversari gli stringeremo la mano".
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