Nardoni, 'La Zelatore continua ad addossare ad altri le sue responsabilità'
TARANTO FC | 'Gestione tecnico organizzativa oltre modo discutibile' - ha aggiunto
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Fabrizio Nardoni - foto Luca Barone
Redazione MRB.it | 21 Maggio 2017 - 00:56
"Sono stato in silenzio sino ad ora, conservando il buon senso di rimanere defilato di fronte ad un momento difficile per tutti coloro che hanno nel cuore i colori della squadra della città. Un lungo periodo di silenzio e lontananza che mi sono imposto con dolore per evitare inoltre che sul “nostro” Taranto si abbattessero gli strali di una esposizione mediatica ancora una volta negativa. Ora però è giusto ristabilire la verità dei fatti e compiere l’operazione trasparenza che la storia di questa squadra e della sua tifoseria meritano".

Così Fabrizio Nardoni che parla in qualità di ex Presidente della società Taranto F.C. Nardoni rompe ogni indugio dopo le accuse lanciate dall’attuale presidente della squadra, la dottoressa Elisabetta Zelatore, su presunti buchi di bilancio lasciati nelle casse della società proprio dai suo predecessori.

Di seguito i fatti riportati da Nardoni.
"Nella stagione sportiva 2013/14, con un gruppo di amici imprenditori e professionisti, salvammo il calcio a Taranto. Non avendo esperienza nel settore e disponibilità di tempo, decidemmo, di comune accordo, di affidare la gestione tecnica a Ermanno Pieroni. Confidando nel suo desiderio di riscatto sul territorio sottoscrivemmo, con lui, un accordo redatto assieme all’avvocato Raffo. Studiando accuratamente, anche nelle ore notturne, le relative clausole.
Desidero ricordare che quel contratto fu modificato dalla signora Zelatore, in piena autonomia, all’atto della sottoscrizione dello stesso Pieroni. La gestione societaria, dei primi sei mesi, della stessa signora Zelatore non venne condivisa dagli altri soci della Taranto F.C., furono pertanto creati i presupposti per l’avvicendamento ai vertici del club. La nuova governance insediatasi riuscì a salvare la categoria ed a contenere la massa debitoria. Evidenzio che, a seguito di quel rimpasto dirigenziale, la signora Zelatore si rifiutò di versare nelle casse della Società i rimanenti importi della sua sponsorizzazione (Prisma) come di partecipare alle indispensabili ricapitalizzazioni, facendo in tal modo mancare risorse finanziarie alle quali io contribuì a titolo personale.
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