La resa dei lupi
IL DOPO COSENZA-TARANTO | Quando meno te l’aspetti. Il Taranto ribalda i pronostici espugnando...
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foto Luca Barone
Massimo Buzzacchino | 5 Settembre 2016 - 13:13
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Quando meno te l’aspetti. Il Taranto ribalta i pronostici espugnando un campo difficilissimo come il San Vito di Cosenza. Una partita studiata e preparata a dovere, i cosentini trovano pochi spazi, il folto centrocampo ionico è quasi una ragnatela per il gioco avversario. Mauroantonio tra i pali emette serenità e tranquillità e poi Mauro Bollino, che con un sinistro a giro chirurgico, in alto sotto l’incrocio realizza il gol della domenica. Un gol da brasiliano, da attaccante puro che a fine partita sarà ribattezzato come “Bollinho!”

Lo stadio non è pieno, in tribuna locale si contano circa un migliaio di presenze, altrettanto dicasi nella curva. I tifosi rossoblù arrivati in trasferta saranno circa 100. Lo stadio “San Vito” è un terreno difficile con un tifo caldo e sano: dagli spalti mai un insulto verso i tarantini e tanti cori chiari e forti anche vedendo il match dalla tv. Poi uno striscione significativo dei cosentini che li farà onore: “Ilva: basta morti.Taranto libera”. Dagli spalti i tifosi locali con cori allegorici rimembrano la vittoria nel derby a Catanzaro della settimana scorsa, sottovalutando però il match di giornata. Non badando al Taranto, che lì dove non arriva con la tecnica o con i grandi nomi in squadra, ci mette sempre quel pizzico di attributi e tenacia. Il Cosenza non punge più di tanto ed il campo racconta di una gara equilibrata nel primo tempo prima di diventare più interessante nella ripresa ma mai cattiva. Al Taranto per vincere serve poco, basta l’eurogol del suo gioiellino.

Durante il match da registrare pochi, pochissimi tiri, ma il Cosenza non farà niente di più: i rossoblù riescono a soffrire senza mai piegarsi ed a rimanere compatti in un organico così nuovo che in campo c’erano due calciatori che non avevano mai giocato insieme: Lo Sicco e Garcia. Insomma un Taranto che senza strafare, riesce a compiere tutto in maniera egregia. Una forza di carattere ed un passo avanti rispetto alla gara contro il Matera, più possesso palla e maggiore movimento in mezzo al campo. I “Lupi di Cosenza” cadono a picco e rientrano nella fitta e selvaggia Sila affamati e senza alcuna soddisfazione. Il Taranto non perdona.
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