Avec le... pied à terre
LE VOCI DI MRB.IT | Il Punto, l'Appunto, il Disappunto: tre passi nella settimana rossoblù
Marcello Fumarola Tutte le News
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Marcello Fumarola | 5 Settembre 2016 - 13:06
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Scuserete il francesismo del titolo ma di questi tempi si usa... e getta. Con questo (volutamente) sconclusionato analogismo linguistico dialettale, vorrei sottolineare una impellente esigenza dopo la bellissima vittoria di Cosenza (e vai con la rima). Fondamentale infatti rimanere con i "piedi a terra" (ma il nostro mister psicologo lo sa) per non rischiare un antipatico tonfo aretuseo.
E' stata una serata davvero stupenda, è innegabile.

Nel primo tempo grande equilibrio, con i nostri che giocano così bene da non far risaltare quelle che dovrebbero essere le differenze tra le due squadre, soprattutto dal punto di vista degli automatismi e della conoscenza reciproca.
Si nota subito che per Garcia è valsa la pena attendere; Lo Sicco, all'esordio, diventa presto, per i compagni, il "faro del San Vito"; poche le emozioni e sul finire un rigore, direi netto, negato a Magnaghi. Per il Cosenza una sola azione degna di nota (tra l'altro in contropiede) ma la fiacca conclusione di D'Anna trasforma l'occasione da "d'annata a...dannata". Capita così che nei primi 45 minuti l'azione più bella la confezioni il pubblico di Cosenza con uno striscione di eloquente solidarietà "sociale" nei confronti della nostra città. Respect.

La sorprendente formazione iniziale ci ha fatto (ri)scoprire un Papagni stratega che rinuncia ad un centrocampista schierando Bollino alle spalle del duo Magnaghi/Balistreri. Il lavoro in fase di non possesso del "tridente rossoblu'" consente alla squadra di conservare sempre i giusti equilibri. Roselli, sull'altra panca, scopre come fosse più facile dirigere, sul campo e tanti anni fa, il centrocampo rossoblù. Questo Taranto completamente rinnovato, di vecchio ha solo le maglie, ma che ce frega! Ciò che conta è che siano sudate e, al momento, appare proprio questa la miglior qualità del gruppo. Nel secondo tempo a Bollino gli viene il cosiddetto "quarto d'ora" di stupenda "follia creativa" e, proprio dopo una quindicina di minuti, finalizza una bella manovra ed una intelligente sovrapposizione di De Giorgi con un gol da favola; magica parabola ed esultanza alla Montella; quell'aeroplanino fa viaggiare in alto i cuori rossoblù presenti allo stadio (una cinquantina) e tutti quelli a casa "schiavi di una connessione".

Papagni, con il passare dei minuti, si riassesta sul 3-5-2; il Cosenza ovviamente spinge e cosi scopri perché Gambino, in carriera, non ha mai fatto la B.
Viola, appena entrato, tenta di imitare Bollino ma la sua girata mancina al volo e ad incrociare si alza sulla traversa (sarebbe stato troppo per le nostre coronarie).
Maurantonio, con un miracolo finale, dimostra che, oltre a "Makarov", anche lui non è certo... "pasta minuta". Stendardo fa sempre rima con baluardo (dopo anni abbiamo visto la nostra linea difensiva mettere in off side un avversario) e alla fine porti via 3 punti di quelli che "il pari forse era più giusto" (per le interviste) ma che rappresentano colla preziosa per continuare la certosina opera di assemblaggio di una squadra che pare avere il Dna giusto per lottare ovunque, nonché più di qualche risorsa ancora nella testa, nelle gambe e nella rosa (Bobb, Cedric, Viola e forse il brasiliano Bergonsi).

Il San Vito Marulla si trasforma al novantesimo in "San Vito Marechiaro" e brillano gli occhi per una partita lineare e "pulita" (neanche un cartellino giallo) che riempie di soddisfazione e di speranza. Papagni voleva verificare la crescita della squadra; si è vista ed era sinceramente difficile prevederla così esponenziale. Tra le varie annotazioni positive, condite da tanta sofferenza, l'aver subito un solo gol e su calcio di rigore, contro due attrezzatissime squadre.

Ora però, come detto, è necessario tanto sano realismo. Probabilmente contro il Siracusa, si toccherà quota 10.000. Avvicinatevi con umiltà e predisposizione alla sofferenza; avvicinatevi per non andar più via. Questi ragazzi stanno dando tutto per andare oltre i propri limiti (a prescindere dai risultati). Proviamo ad imitarli!
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