Mongelli torna in società. Il ritorno alla Tempesta dopo 5 anni
TEMPESTA TARANTO | Mongelli, 'A Luigi (Lucchese) ho chiesto di iniziare questa cosiddetta nuova vita'
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Francesco Friuli | 1 Agosto 2016 - 14:07
La vita è fatta di scelte, voglia di mettersi alla prova con nuovi incarichi e sfide emozionanti. Perché passare dalla carriera da arbitro a quella di allenatore è un passaggio non semplice ma che può riservare delle sorprese non da poco. Quello di Giuseppe Mongelli è un ritorno alla Tempesta dopo 5 anni, quando il ruolo da dirigente era divenuto realtà dal 2008 sino al 2011. La storia di Mongelli è di quella da raccontare: perché a 16 anni c'è stato il primo passaggio che, dal punto di vista sportivo, segna la vita di uno dei tecnici della formazione giovanile ionica. "Ero tesserato per un club nel quale volevo fare il palleggiatore. Essendo troppo alto, l'allenatore decise di farmi giocare da attaccante, ruolo che non gradivo. Fu per me una delusione e decisi di iniziare la carriera arbitrale".

Un pezzo della propria vita a dirimere eventuali dubbi sotto rete per poi iniziare un nuovo percorso. "Essere arbitro per 20 anni, arrivando a fischiare per i campionati nazionali è stata sicuramente una grande soddisfazione. L'ho vissuta appieno, raggiungendo il limite d'età che, di fatto, impone la parola fine da scrivere su quel libro. Poi si è aperto quello dirigenziale nella Tempesta. Tutto iniziò nel 2008/2009, affiancando prima il Presidente, Luigi Lucchese, poi da dirigente nel 2009, 2010, 2011. Nacque in quell'anno il progetto 'Terra delle Gravine' che non condividevo. Decisi, quindi, di poter porre fine a questa avventura. Quest'anno, invece, si è aperta la possibilità di entrare nel settore giovanile con un nuovo progetto. La mia richiesta alla società è stata esplicita: iniziare la carriera da allenatore".

E qui inizia, quindi il nuovo percorso di Mongelli: "A Luigi (Lucchese) ho chiesto di iniziare questa cosiddetta nuova vita, scoperta grazie anche al lavoro della mia compagna e con Marco (il DS del settore giovanile) abbiamo tracciato il percorso. Sicuramente con i più piccoli si riceve tanto, in termini di emozioni, ma si deve dare altrettanto. Soprattutto, quello che voglio, è mettere sul piatto la mia esperienza nel mondo della pallavolo, e poi il comportamento e il rispetto per il compagno di gioco, oltre a vivere in un gruppo, perché il volley è uno sport di squadra. Il nuovo progetto di rinnovamento, da parte della Tempesta, mi vede assolutamente favorevole. È vero che per costruire squadre competitive vanno acquistate giocatrici da fuori. Le quali vanno pagate ma, al tempo stesso, alle spalle, ci deve essere un settore giovanile forte. Ecco perché, prima di fare un passo con una squadra che giochi in un campionato, bisogna incrementare il numero di atlete del gruppo Tempesta, creando delle buoni roster giovanili. Far crescere al proprio interno le atlete è la giusta strada. Questo porta a una crescita sia a livello tecnico che a un risparmio economico sul mercato nella costituzione di una squadra cosiddetta senior in futuro. La mia speranza? Poter lavorare con una persone come il Dt, Enzo Fornaro, che conosco da 20 anni e con lui vorrei affiancarmi per iniziare questa mia nuova avventura".
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