Campilongo, 'Contro il Marcianise dobbiamo vincere e convincere'
VERSO TARANTO-MARCIANISE | Il tecnico alla vigilia del match contro la squadra campana
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Salvatore Campilongo - foto Luca Barone
Alessandra Carpino | 5 Dicembre 2015 - 15:03
Sinergia proficua e ruoli distinti da rispettare. E’ facile essere distratti dalle trattative di calciomercato e dalle relative metamorfosi alle quali un organico è inevitabilmente proiettati, anche alla vigilia del match di campionato. Il lavoro d’equipe del Taranto, la coordinazione fra le molteplici candidature segnalate dallo stratega al direttore sportivo “demiurgo”, al fine di consacrare l’idoneità ad un preciso impianto tattico, la progettualità condivisa tra stanza dei bottoni e campo operativo, tra didattiche ed annotazioni sul taccuino, hanno subito un’eccezionale impennata nel corso dell’ultima porzione di settimana. Ingaggi ufficializzati in tarda serata, cessioni per equilibrare i comparti, incentivare la maturità di giovani atleti altrove e compensare le casse societarie: non è una sensazione trascurabile, quella inerente la visione di un Taranto rimodellato domani, contro il Marcianise, al ritorno fra le mura amiche dello “Iacovone” dopo due trasferte consecutive a tratti enigmatiche. Ricerca di nuova identità, abnegazione ad una sorta di dogmaticità, sicuramente bottini pieni da garantire: Salvatore Campilongo è deciso, mette immediatamente il veto su qualsiasi discorso approfondito di mercato, preferisce concentrarsi sulla sfida imminente.

“Preferisco parlare della partita, piuttosto che della campagna acquisti- esordisce l’allenatore rossoblu- Una gara, quella contro il Marcianise, importante e fondamentale: non sarebbe giusto concentrare le analisi sulle interpretazioni inerenti le trattative, oppure offrire giudizi prematuri, che non mi competono in questo momento”.

La sessione invernale delle compravendite si è appena inaugurata, ha svelato un dinamismo programmatico da parte del sodalizio ionico, ma il responso del rettangolo verde resta preponderante ed eventualmente propedeutico ad altre decisioni, siano esser conservative o correttive: “Non sarebbe corretto nei confronti sia di coloro che scenderanno in campo, sia di coloro che non parteciperanno al match- ammette con sottile propensione psicologica mister Campilongo- La sfida contro i casertani si preannuncia di vitale importanza: dalla prossima settimana, si potrà pensare nei dettagli alla chiusura del mercato, magari continuando a tenere un occhio vigile sulle operazioni ancora da svolgere, quindi sugli interventi programmati con lo staff”.

Ed allora, alta la guardia: la cabala casalinga è propizia al Taranto, ma il Marcianise, diciotto punti in classifica, è formazione dall’anagrafe fresca, onorata di esibirsi sulle rive dello Ionio, persino evitando un tipico atteggiamento attendista. “Rosario (Campana, allenatore del Marcianise, ndr) “mette le mani avanti”- sorride Sasà Campilongo- Lo conosco molto bene e lo ringrazio per i complimenti che ci ha rivolto. Si tratta di un allenatore conoscitore della categoria, da tanti anni abituato a lavorare con i giovani, abbastanza tignoso e molto preparato. Sono consapevole del modo in cui si esprimono le sue squadre, non è facile affrontarle: ho rivisto le immagini della precedente gara col Nardò, una buona prova che avrebbe meritato qualcosa in più”. “Sappiamo i tranelli che una compagine come il Marcianise può tenderci- precisa lo stratega originario di Fuorigrotta- Noi dobbiamo vincere e convincere, domani. Senza “se” e “ma”. Occorre il massimo impegno da parte di tutti, me compreso”.

Avvezzo a plasmare creature tatticamente mnemoniche ed intrise di personalità, Salvatore Campilongo avverte intimamente il desiderio di affrettare i tempi anche alla guida del Taranto: “La difesa a tre schierata domenica scorsa è stata una circostanza- precisa- L’ho disegnata affinché la squadra nutrisse maggiore certezza, in quanto abituata da più tempo a determinati meccanismi. Inoltre, contro il Serpentara non disponevo di alternative sugli esterni ed in mezzo al campo”.

“Mi era sembrata un’idea interessante, per conferire solidità al comparto arretrato e lasciare la mente libera ai ragazzi- svela il tecnico- Da quando ho iniziato ad allenare, però, ho sempre giocato con la linea di retroguardia a quattro. Da oggi in avanti, la difesa a quattro deve diventare il punto fisso e di base della squadra. Lavoreremo su uno stesso modulo (il 4-3-3, ndr), che potrebbe subire variazione a partita in corso, in relazione alla lettura dello sviluppo della stessa”. Decisionista e fedele alle sue regole, alle predilezioni tattiche sulle quali ha meritatamente costruito i suoi successi, Sasà Campilongo. Non si nasconde più: “Cambiare con tre uomini dietro può decretare saldezza e tutela, ma in proiezione offensiva si spende molto meno. Ed in avanti la squadra non si è mai espressa bene”.

Nonostante qualche azzardo sperimentale ed impreviste defezioni di interpreti di spessore, il trainer partenopeo garantisce sulla composizione dell’assetto arretrato rossoblu: “Con grande sincerità, posso affermare che la difesa è il reparto che meno mi preoccupa- confida- Mi dispiace solo per Pambianchi, che purtroppo ha avuto una piccola ricaduta: niente di grave, però non potrà essere convocato. Per me e per il Taranto lui è un giocatore fondamentale, di grande importanza”.

Si sbilancia in modo ottimistico: “Siamo forti, in tutti i punti della retroguardia- annuncia- Adesso acquistato adesso esperienza e qualità sugli esterni con De Giorgi (eclettico elemento prelevato dal Gallipoli ed in odore di debutto, ndr), senza dimenticare l’affidabilità e la concretezza garantite da Cascone, Manganelli, D’Angelo, Ibojo. Sicuramente, qualche elemento in organico risulterà in uscita, è normale, ma la solidità del comparto sarà sempre certificabile”.

Il Taranto avveniristico potrebbe constare su un’originale distribuzione di validi e smaliziati under in ogni reparto, soluzione che innescherebbe incastri e combinazioni tutt’altro che fantasiosi: “Non ho ancora deciso la formazione, voglio tenere un po’ tutti sulla corda- ammicca Campilongo- In prospettiva, è urgente l’alternativa in mezzo al campo. Non disponiamo, infatti, di un ricambio del ’96 con Voltasio. Per esempio, non abbiamo altri under nativi del 96-97 da includere sugli esterni alti, i quali possano consentire una manovra eclettica”.

“Se volessi schierare un centrocampo totalmente affidato agli over, allo stato attuale non potrei farlo, perché non possiedo davanti un innesto 96-97- spiega nel dettaglio- Nel momento in cui fossi in grado di inserire un ragazzo del ’97 dietro-e lo abbiamo ingaggiato, ed è anche un buon giocatore (Nosa, scuola Chievo, ndr)- potrei sbizzarrirmi tatticamente, concependo in trasferta una formazione più solida ed esperta, osando invece in casa l’innesto di un under in più, che possa consentirmi di inviare un maggior numero di over in proiezione offensiva”.

Conquistare quanti più successi possibili sino alla sosta natalizia, preferibilmente attraverso una primigenia e gradevole manovra, quella sintonia fra reparti che Campilongo auspica e promettere di forgiare: “Vorrei vincerle tutte, ma non dimentichiamo che esistono anche gli avversari- sorride- Bisogna crescere e migliorare tantissimo. Non mi piacciono le chiacchiere: è necessaria la mia impronta. Il mio desiderio di operare bene e costruire qualcosa di positivo, destinato a durare in futuro. Vorrei rimanere a vita qui a Taranto, se le condizioni ed i risultati me lo permetteranno. Ma è sempre il campo a decidere”.

Una sorta di dichiarazione passionale, che non esclude la focalizzazione sul presente: “Domani voglio vedere un Taranto preciso sotto gli aspetti tecnico-tattici e caratteriale- chiosa l’allenatore- Principalmente, deve esprimere un buon calcio. Anche i calciatori in uscita non dovranno sentirsi avulsi dal progetto, anzi: voglio essere pungolato dal loro spirito di sacrificio. Attraverso le loro prestazioni, l’obiettivo dovrà essere quello di dimostrare alla tifoseria ed agli addetti ai lavori di essersi sbagliati nella valutazione”.
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