Quel che resta di Cerignola
L'EDITORIALE | Se sabato mi avessero detto che il Taranto avrebbe pareggiato a Cerignola...
  • Roberto Orlando
  • 09 Ottobre 2018 - 09:41
 
foto Luca Barone
Se sabato mi avessero detto che il Taranto avrebbe pareggiato a Cerignola sarei rimasto soddisfatto: nel contesto generale di un campionato ancora agli inizi, un punto in trasferta contro una (l’unica?) diretta concorrente per la promozione resta un buon risultato. A partita finita, invece resta il rammarico di un vantaggio sprecato (ma non del risultato finale) e alcune considerazioni che rendono il gusto di questo pareggio dolceamaro.

Prima, quanto di negativo visto: il 3-5-2 predisposto da mister Panarelli lascia tutto il campo ai padroni di casa, che dominano per i primi venti minuti ma in modo sterile. In qualche modo il calcio di rigore fischiato dal signor Scarpa è il risultato di tanto predominio territoriale. In una partita che si era instradata sui binari dell’episodicità (dominio gialloblù e rete – alquanto fortunosa – degli ospiti), sembrava che si potesse portare a casa un ottimo risultato. Ma la ripresa è stata tutta di marca ofantina, con tanto forcing nella metà campo rossoblù. Il finale è sembrato un crescendo rossiniano, con ben quattro punte per il Cerignola e Taranto costretto a giocare a spazzare, senza riuscire a costruire né ad impensierire i padroni di casa.

Di positivo, nei novanta minuti di domenica, c’è l’ottima lettura della gara di Panarelli, che ha saputo cogliere gli squilibri dovuti al diverso e più aggressivo atteggiamento tattico della squadra di mister Bitetto e correre ai ripari. Saggia, col senno di poi, la scelta di farsi incudine e resistere ai colpi del Cerignola: il Taranto, fragile e ancora poco amalgamato per poter esprimere tutte le fasi del gioco, ha portato a casa un buon punto, fatto di resistenza e fortuna. Anche in questo modo si portano i punti a casa. Non resta, quindi, nessun rimpianto per la vittoria sfumata ma anzi, la positività di scoprire un allenatore attento e che, a dispetto delle poche panchine in carriera, sa già lavorare e pensare con maturità.

Archiviato il big match della quarta giornata, il Taranto torna in campo per la gara di Coppa Italia contro il Sorrento, allo Iacovone: probabilmente si vedrà un undici ben diverso da quello sceso in campo al Monterisi, ma ciò non toglie che sia un buon banco di prova per migliorare il 3-5-2 e testarsi contro un’altra squadra importante del girone H.
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