Di Bari, 'In Italia non esistono società come quella del Taranto'
TARANTO FC | 'Per me è un immenso piacere parlare della squadra rossoblù' - ha dichiarato a MRB.it
  • Angelica Grippa
  • 13 Luglio 2018 - 21:04
 
Vito Di Bari, con la maglia del Cerignola - foto Luca Barone
Vito Di Bari ha indossato la maglia rossoblù nella stagione 2007/2008 scendendo poche volte in campo, ottenendo in seguito la salvezza in C1 nella stagione 2008/2009. Ma i tifosi lo ricordano soprattutto per la stagione 2011/2012, poiché militò in quel Taranto che sfiorò la Serie B con Dionigi allenatore, giungendo secondo alle spalle della Ternana solo per colpa dei punti di penalità. Nella scorsa stagione ha giocato nell'Audace Cerignola, nel campionato di Serie D dello stesso Taranto. Ecco il suo parere sul Taranto e sul suo futuro.

Mi faccia un breve resoconto di quella che è stata la sua esperienza a Taranto.
"Come ogni anno mi ritrovo a parlare del Taranto e come sempre per me è un immenso piacere. Purtroppo passano gli anni ma i ricordi rimangono indelebili, Taranto per me è stata un'esperienza bellissima. Ma più bella di tutti è stata l'ultima parentesi con Davide Dionigi allenatore. Anche l'anno scorso nella partita contro il Cerignola è stato fantastico vedere lo Iacovone così gremito di gente, un'emozione immensa".

Com'è stato sfiorare la serie B con Dionigi nell'ultima stagione rossoblu?
"Bellissimo, in quell'anno meritavamo la promozione, avevamo un gruppo solido composto da uomini prima che da calciatori. Non abbiamo raggiunto l'obiettivo solo per vicissitudini societarie, perdendo alla fine i play-off. Le dico che il rapporto con molti di loro permane ancora oggi. Quello fu un anno intenso e le grandi difficoltà ci hanno rafforzato".

Questo è stato sicuramente il momento più bello in questa città. Ma quello più difficile che ricorda?
"Quella fu una delle annate più belle della mia intera carriera, ed è stato un peccato non essere risaliti in B. Mentre il momento più difficile è stato l'anno di Blasi dove ci siamo salvati l'ultima partita a Sorrento. Una stagione abbastanza altalenante nei risultati, anche se alla fine ottenemmo comunque l'obiettivo dela salvezza diretta".

Tra le varie società rossoblu e i tecnici, con chi ha instaurato un rapporto più intenso?
"Con Davide Dionigi ho avuto un rapporto splendido, poiché prima eravamo compagni di squadra poi è diventato il mio allenatore. Abbiamo sempre mantenuto il rispetto per i ruoli. È una persona che stimo tantissimo, ho conosciuto anche Valentino Angeloni come direttore sportivo e siamo ancora amici. Ho mantenuto tutti i rapporti con tutta la gente che lavorava per quel Taranto. I rapporti sono andati oltre l'ambiente prettamente calcistico".

Ha sicuramente seguito le vicende del Taranto calcio, cosa pensa di questa stagione?
"Il Taranto l'anno scorso ha fatto un po' di confusione e poi si è ripresa. E' stata una delle squadre più in forma nel girone di ritorno, ha pagato la non programmazione ottimale della parte iniziale. Invece quest'anno sta ripartendo da un'ossatura forte, inserendo calciatori importanti. Sarà una squadra che assieme al Cerignola sarà difficile da battere".

Mi faccia un paragone tra Taranto e Cerignola, come ambienti calcistici?
"Quando ero a Taranto l'entusiasmo coinvolgeva tutto l'ambiente, ci divertivamo alla grande. Si proponeva un modulo bellissimo e si vinceva sempre, battendo tanti record. Poi con le vicende negative della società siamo stati abbracciati dai tifosi, siamo stati difesi, tifosi che per noi hanno fatto anche delle collette. I tarantini hanno una forza assurda, sono speciali. Per quanto riguarda il Cerignola, non faccio più parte di questa realtà, a giorni firmerò il contratto con un'altra squadra. Ma le sottolineo che per me non esistono in Italia società come il Taranto".

Quindi mi sta dicendo che tornerebbe volentieri a Taranto?
"Ci sono state delle voci ma per il momento no, anche per la mia età non rientro nei piani della società. Giocherò in un'altra squadra di Serie D, quindi affronterò di nuovo il Taranto anche nella prossima stagione".

Cosa hanno di speciale Taranto e la tifoseria tarantina?
"Taranto è una città meravigliosa, troppo spesso sottovalutata. Ci ho vissuto per due anni e da pugliese dico che offre tantissimo. La bellezza del mare, del cibo, della gente, l'accoglienza fantastica che ti riservano. Ci torno spesso, ho tante amicizie come Prosperi, vengo a trovare vecchi amici, vado anche al mare con la famiglia. Taranto è bella e non può solo essere rimarcato il problema Ilva, soffocando la grandiosità di questa città".
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