Grande successo per la doppia cerimonia inaugurale svoltasi giovedì 7 giugno
III TORNEO MAR JONIO | La terza edizione del Torneo Nazionale del Mar Jonio esordisce in una magnifica cornice di pubblico
  • Comunicato Stampa
  • 08 Giugno 2018 - 19:09
 
Prologo entusiasmante. La terza edizione del Torneo Nazionale del Mar Jonio esordisce in una magnifica cornice di pubblico, in occasione del doppio appuntamento incastonato nella cerimonia svoltasi durante la serata in programma giovedì 7 giugno, presso il Villaggio Giardini d’Oriente ubicato a Nova Siri. L’evento dedicato alle scuole calcio provenienti da cinque regioni dell’Italia meridionale (Basilicata, Puglia, Campania, Calabria, Sicilia), si svilupperà nell’arco cronologico di quattro giorni, dal 7 al 10 giugno, ed è ospitato dalla regione Basilicata, con kermesse e partite distribuite nelle località di Nova Siri, Policoro, Scanzano Jonico e Montalbano. Missione sinergica del recupero delle dimensioni ludiche, agonistiche e didattiche, quella intrapresa dal Torneo progettato ed organizzato dall’APS “Liberalamente” e dalla F.L. Tornei di Taranto: 70 Società ufficialmente iscritte, ben 199 Squadre partecipanti, a loro volta assegnate a nove categorie che constano di protagonisti nativi dal 2001 al 2012.

Un emiciclo policromatico, un autentico caleidoscopio di emozioni, un teatro permeato di vivacità ed ardori genuini: così si presentava l’area adibita allo spettacolo, circondata da pini ed oleandri, in un’atmosfera tipicamente estiva. Una duplice esibizione caratterizzata da numeri strepitosi: le squadre partecipanti hanno sfilato con gli striscioni ufficiali saldamente esposti, i ragazzini sono stati coinvolti in fotografie, cori, sketch. A condurre la serata d’esordio, e pronta alla replica odierna (in programma all’EcoResort di Nova Siri) è stata un’impeccabile Jolanda De Rienzo. La giornalista napoletana, approdata direttamente dall’emittente monotematica SportItalia, ha dimostrato uno splendido carisma, ritmi scanditi, competenza indiscussa della materia, dolcezza verso le piccole leve, oltre che fascino e simpatia che hanno letteralmente sedotto gli spettatori.

Ospite d’eccezione e testimonial atteso del Torneo è stato Enrico Chiesa, indimenticato attaccante che, soprattutto nella metà degli anni Novanta, fu autore di 138 reti in Serie A, siglate con le casacche di Parma (club col quale ha conquistato l’ultima Coppa Uefa appannaggio di una società italiana, laureandosi anche capocannoniere della citata competizione europea), di Fiorentina, di Lazio e Sampdoria, fra le altre. Già perno indiscusso del reparto offensivo della Nazionale azzurra, candidato al prestigioso Pallone d’Oro, Enrico Chiesa è risultato perfetto nel suo ruolo di “oratore” al cospetto degli aspiranti campioni.
“Sono responsabile tecnico del Centro Federale di Firenze per il settore giovanile- ha dichiarato direttamente sul palco- In seguito, ne sono stati inaugurati altri trentasette, uno anche a Matera.Sto cercando di tramandare la mia esperienza di calciatore in questa nuova mansione, anche se i criteri risultano completamente diversi da quelli che qualificavano il periodo in cui ero in attività”. Un compito che gli è stato affidato dalla Figc nel settembre scorso: “E’ una grande responsabilità- ha ammesso l’ex attaccante- Nel centro federale, annoveriamo più di cento ragazzi, ottanta maschi e venti ragazze le quali, durante la stagione, si allenano insieme coi ragazzi: penso che questa sia una grande soddisfazione, si tratta per loro di una competizione speciale, si mettono alla prova, soprattutto socializzano”. L’immagine del calcio che non discrimina, che confeziona sinergie, che alimenta le speranze in un contesto contraddittorio e di ricostruzione, oscillante fra la brillantezza dei vivai (sfruttati parzialmente) e la dignità da riconquistare a livello internazionale (dopo l’esclusione della compagine azzurra agli imminenti Mondiali sovietici): “ Per noi è un grande traguardo, un percorso originale che speriamo possa durare- ne è sicuro Chiesa- Un altro aspetto curato è quello del dialogo, anche con i genitori: i ragazzi inseriti vantano un’anagrafe di tredici-quattordici anni, un’età molto delicata: non sono più bambini ma nemmeno adulti, attraversano un momento in cui hanno bisogno di aiuto, non solo in campo, laddove magari riescono ad esprimere in modo encomiabile la loro passione, ma soprattutto fuori dal campo”. “ Non è facile, ma il lavoro sinergico dei responsabili del centro federale e delle famiglie viene recepito e stimola al miglioramento- è l’analisi didattica di Enrico Chiesa-. Qualsiasi sport, calcio in primis, deve essere interpretato con grande passione e dedizione. Se poi qualcuno non dovesse farcela, pazienza: l’importante è ripartire dopo le sconfitte oppure i fallimenti. E’ questo il messaggio che io posso offrire, al termine del mio primo anno da responsabile del Centro Federale”.

La duplice funzione psicologica e pedagogica nel calcio promette di incentivare talenti nella loro completezza. Enrico Chiesa chiama simbolicamente a raccolta gli allenatori (“devono rispettare anche il ruolo di educatori, sono dapprima istruttori per gli adolescenti”), catechizza sul rispetto del codice etico: “E’ importante interpretare la passione rispettando le regole, non solo nel rettangolo verde ma anche fuori dal campo: si diventa giocatori in qualsiasi categoria, dai dilettanti alla serie C, al massimo professionismo, conducendo una vita corretta nel quotidiano, con l’aiuto dei genitori”. Emblematica l’ascesa di suo figlio Federico, centrocampista della Fiorentina, considerato fra i maggiori talenti emergenti del palcoscenico calcistico nostrano: “Ognuno ha il suo percorso. Faccio molta fatica a parlare di Federico, non perché non voglia, ma perché credo che sia giusto così- ha confidato Enrico Chiesa dal palcoscenico-Credo che per lui non sia stato un cammino facile: molti mormorano che i “figli d’arte” godano di possibilità superiori. Assolutamente no, non crediamo a queste etichette: per arrivare a certi livelli, bisogna sacrificarsi, rinunciare spesso a qualche amico, a qualche serata, a qualche uscita. Tutti i ragazzi desiderano divertirsi nel fine settimana, ma un aspirante calciatore deve essere disposto a condurre una vita sana, alimentarsi bene e cercare di privarsi di qualche cosa che costa fatica in gioventù. Penso che sia necessario al fine di raggiungere anche un piccolo successo. Se un ragazzo è bravo, è animato da passione e dal desiderio di giocare a calcio, penso che sia giusto che ci provi”. E conclude autografando una maglia della Viola appartenuta a Rui Costa (“E’ stato un grande giocatore!”), offerta sul palco da un piccolo protagonista del trofeo ionico.

Le evocazioni oniriche all’orgoglio panellenico sono insite nella denominazione attribuita al Torneo: il Mar Jonio allude alla coerenza, alla forza, alla disciplina, alla leale competizione, al rispetto reciproco, alla genesi di ambizioni e speranze, alla consapevolezza del sacrificio e dell’ispirazione. L’origine della nostra terra del Sud, fra storia e mito, cultura e tradizione, arte e natura, è stata ricordata attraverso le parole delle Autorità che hanno accolto l’invito alla cerimonia d’esordio. “Benvenuti in Basilicata e sulla costa ionica lucana, in Magna Grecia!- E’ il messaggio affidato aRoberto Cifarelli, Assessore Regionale con delega allo Sport-Questi sono momenti importanti per voi ragazzi, queste giornate segneranno la vostra vita e la vostra crescita: qui, attraverso tornei così ben organizzati, in cui siete insieme e socializzate, imparerete a conoscere i veri valori dello sport: l’educazione, la competizione, il fair play, il voler bene al prossimo. Mi auguro che vinciate tutti contemporaneamente!Entusiasta anche il trittico di Sindaci intervenuto per l’occasione. Eugenio Lucio Stigliano, Primo Cittadino di Nova Siri, ha elargito auspici: “In bocca al lupo per tutti i ragazzi. Complimenti per essere qui stasera: credo che sia un traguardo importante. Io sono un tifoso di calcio, sono un amante dello sport: si riassume in una frase, che rimanda all’importanza della partecipazione, del provare a vincere, dell’essere competitivi. La presenza di questi calciatori in erba testimonia i loro valori agonistici: hanno conosciuto la nostra bella realtà di Nova Siri, insieme coi colleghi di Policoro e di Scanzano, quindi il metapontino”. Gli ha fatto eco il “collega” Enrico Mascia,Sindaco diPolicoro: “E’ vero che l’importante è partecipare, però se Policoro funziona bene, siamo contenti! E’ una festa dello sport, della gioventù sicuramente, ma anche della Magna Grecia: si richiamano le nostre radici elleniche, attraverso l’intitolazione del Torneo al Mar Jonio. E’ una festa del metapontino e della Basilicata, ma soprattutto per noi, perché ammirare tutti questi ragazzi dona un’emozione forte, dal palco offrono uno spettacolo mozzafiato. Buon divertimento, perché tale deve essere, ed in bocca al lupo a tutte le squadre!” Tutti i rappresentanti delle Istituzioni hanno ricevuto una targa celebrativadella manifestazione calcistica. Raffaello Ripoli, Sindaco di Scanzano, ha commentato in perfetto accordo: “Siamo veramente lieti di ospitare tanta bella gioventù: un plauso eccezionale all’ingegner De Santis ed a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione dell’evento, agli organizzatori. Un tributo particolare voglio dispensarlo a questi ragazzi ed alle loro famiglie, le quali consentono che i figli coltivino una passione sana per lo sport. E’ importante continuare ad attuare uno stile di vita sano, evitando eccessi dannosi. Bravi davvero, siete sulla strada giusta: continuate così”. Promotoredel meccanismo organizzativo, insieme coi fratelli tarantini Francesco e Cosimo Lemma, rispettivamente direttori dell’associazione F.L. Tornei e dell’APS Liberalamente, si è rivelato l’Ingegner Antonello De Santis, presidente di “Italia Jonica”, rete interregionale di imprese turistiche a Policoro: “Una terra meravigliosa, non immaginavamo di arrivare a questi numeri: duemila persone, di cui quattromila ospitate nelle strutture turistiche rappresenta un dato di innegabile rilevanza- ha commentato- E’ la Magna Grecia, qui si svolsero le Olimpiadi, il territorio ha vantato molti campioni nell’epoca antica: qui insegnava Pitagora, qui c’è Matera designata come Capitale della Cultura per il 2019. Sono elementi fondamentali affinché la Basilicata possa avere quella dimensione e quel riconoscimento che merita. Devo ringraziare non solo Mimmo e Francesco per l’impegno, l’organizzazione e la pazienza, ma tutte le istituzioni che hanno messo a disposizione le proprie strutture, tutti gli operatori turistici che hanno contribuito perché la macchina operativa avesse successo. Mi auguro che anche nelle prossime annate il metapontino possa ospitare questo evento”.

Momenti esilaranti, all’insegna del puro divertimento sono stati appannaggio di Gabri Gabra, al secolo Daniele Ronchetti, cabarettista genovese in prestito dalle note trasmissioni televisive di “Colorado” e “Zelig”. L’eclettico artista ha improvvisato brani di freestyle, coinvolgendo direttamente sul palco i ragazzini delle scuole calcio.
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