La fiera degli inadeguati
L'ANALISI | Il Taranto torna dalla trasferta di Nardò con un'altra prestazione...
  • Roberto Orlando
  • 06 Marzo 2018 - 14:10
 
Il Taranto torna dalla trasferta di Nardò con un’altra prestazione scialba ma con un punto in tasca, frutto dell’unico tiro nello specchio della porta. Contro un Nardò come sempre difficile da affrontare, la truppa di Cazzarò non riesce ad esprimere il miglior gioco ma riesce, in inferiorità numerica, ad approfittare dei limiti dei neretini, per niente capaci a sfruttare l’uomo in più. A rendere il livello della gara ancora più difficile ci ha pensato l’arbitro De Girolamo, completamente in bambola per tutta la gara. A caratterizzare la fiera degli inadeguati domenicali ci pensa proprio il fischietto di Avellino, incapace di dare un indirizzo deciso alla gara; le disparità nei giudizi sui falli, oggettivamente a favore della squadra di casa, ha esacerbato gli animi dei giocatori rossoblu, condizionando la gara. I cartellini gialli e il rosso di D’Angelo sono sembrati molto larghi, soprattutto se, dall’altra parte, gli stessi falli non sono stati neanche sanzionati. Non è una facile e sterile polemica nei confronti dell’arbitro, più o meno nella media qualitativa dell’intera categoria incontrata dal Taranto (abbastanza scarsi i direttori di gara, quest’anno), ma diventa palese come alcune decisioni hanno falsato la gara, predisponendo incongruità decisionali e fomentando il nervosismo in campo. Di sicuro non ci aspettiamo che ad arbitrare la quinta e l’ottava in classifica (senza speranze di promozione) arrivino Orsato o Banti dalla serie A, ma questa mancanza di attenzioni rispecchia il peso ed il valore che il Taranto ha in campionato. Nullo.

In verità, ad aprire il weekend degli inadeguati, ci ha pensato Luigi Volume: l’assenza dalle scene da diverso tempo dell’ex DS, liquidate dalle “voci di corridoio” vicine alla società come assenza per non meglio precisati “problemi familiari”, si sono rivelate in verità l’anticamera dell’allontanamento ufficiale da parte del presidente Giove, che ha in modo singolare e smentito fino al giorno prima qualsivoglia provvedimento. Un congedo che probabilmente maturava da settimane e annunciate dalla società con lo scarno comunicato di venerdì. La risposta del vulcanico Volume non si è fatta attendere, pienamente nel suo stile: polemico per la decisione presa dalla società, orgoglioso del suo percorso e dei suoi risultati, puntiglioso fino all’estremo nei confronti della vecchia proprietà. Chiamato in causa quindi, proprio il duo Zelatore & Bongiovanni non ha mancato di puntualizzare le infelici parole del DS, decretate “gratuite, infondate ed assolutamente non rispondenti alla realtà”. Insomma, un teatrino poco edificante che speriamo di esserci lasciati definitivamente alle spalle ora, con l’uscita di scena di Volume grazie al “coupe de theatre” del presidente Giove.

La speranza è l’ultima a morire, triste condanna per i tifosi del Taranto. Ma non si tratta di illudersi ancora di rincorrere il Potenza, quanto, soprattutto, di ritrovare un minimo equilibrio in più sul campo dopo la pausa. Anche a Nardò il Taranto è sembrato macchinoso, in difficoltà nell’esprimersi, inadeguato anch’esso al vestire il ruolo della squadra che non si ferma mai verso la rincorsa alla capolista. È sembrato, parere del tutto personale ed opinabile, che rispetto all’entusiasmo e all’euforia di qualche settimana fa, sia scemata la concentrazione e la voglia di “compattarsi tatticamente per il futuro”. Non hanno giovato le voci di mercato che vorrebbero un altro allenatore al posto di Cazzarò per la prossima stagione (e su questo c’è da chiedersi non soltanto il perché ma, soprattutto, qual è il progetto che si sta definendo per il futuro) e a questo punto si esige la massima trasparenza. Forse con l’insediamento del nuovo DS (De Liguori? Russo?) si potrà capire meglio quale strada si intraprenderà e chi farà ancora parte della rosa del Taranto. Come canta il nostro concittadino Diodato, “adesso è tutto ciò che avremo”.
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