Meno...Miale che abbiamo vinto
LE VOCI DI MRB.IT | 'Scusa... che ha fatto il Taranto?', rubrica di Marcello Fumarola
  • Marcello Fumarola
  • 12 Febbraio 2018 - 12:31
 
foto Luca Barone
Taranto-Pomigliano non è partita che, per tradizione e situazione di classifica, possa riservare emozioni e fascino particolare e lo stadio, tornato spoglio dopo l'effetto Cerignola, ne è la dimostrazione più chiara; la luce in fondo al tunnel è ancora lontanissima.
E allora tocca trovare qualche spunto "free style", per raccontarvi una partita giocata, per lunghi tratti, con il "cruise control" (se non proprio con il freno a mano tirato), dagli uomini di Cazzarò.
Panchina "da scudetto" per il Pomigliano con la coppia Allegra/Marotta. È in campo, invece, l'ex Chiavazzo (per certi versi il compagno preferito da Peppe Genchi). Nel Taranto D'Angelo sostituisce lo squalificato Rosania, mentre a sinistra Cazzaro' schiera Cacciola per Lì Gotti; cinque minuti ed un cross in curva da parte del nr 3 in maglia rossoblu, sono sufficienti per capire che...non può trattarsi di scelta tecnica.
Esplodono inutili e pericolose bombe nel pre partita, sotto i gradoni della Curva; non che in partita siano "utili", ci mancherebbe, ma farle esplodere durante l'afflusso della gente allo stadio (tra cui anche bambini) lo ritengo ancor più autolesionistico e, se vogliamo, nemmeno un buon segnale di collaborazione e tolleranza verso la società guidata da Giove.
In gradinata si alza, tra gli "ex curvaioli" un coro a sostegno dei diffidati che viene però opportunamente modificato: "Non mollare perché, c'è un "settore" che canta per te".
In Curva il tributo a Iaco con cori ed un lunghissimo striscione; cori e striscione anche per mister Carrano, vecchia volpe della panchina rossoblu impegnato nella sua partita più difficile.
In campo i ritmi sono "alla Carlo Sassi"; Miale si accartoccia su un pallone che potrebbe lanciare un avversario da solo verso la porta, ma riesce a recuperare in qualche modo al suo stesso errore. In curva altri cori ed altri striscioni contro Volume; ma tanto si sa che sia l'interessato che Giove da quell'orecchio... non ci sentono!
Nemmeno D'Agostino riesce ad interrompere la "fase rem" su un calcio di punizione dal limite, ma sempre su palla ferma è Miale a svettare su corner calciato da Marsili, siglando il gol che risulterà decisivo. Una volta tanto conquistiamo il massimo risultato con il minimo sforzo.
Il pimpante Pisani (classe 98) fa cadere il pari età Cacciola nella trappola della reazione. Non ti aspetteresti l'inopportuno intervento di Miale che rimedia un giallo da pivello...e purtroppo non è il primo della stagione.
I due sbadigli, pardon, fischi dell'arbitro mandano le squadre negli spogliatoi.
Obiettivamente bisogna dire che il Pomigliano aveva svolto il suo compitino molto meglio del Taranto; senza essere incisivi come in altre occasioni ci teniamo stretto il vantaggio, ma il mordente, la grinta ed i ritmi ammirati contro Altamura e Cerignola paiono già svaniti.
Inizia la seconda parte di gara e sotto la Curva si può ammirare la maglia indossata dal giovane portiere avversario; un tocco di vintage che non guasta mai.
Altro giallo gratuito rimediato da D'Angelo, che strattona pericolosamente in area un avversario, per fortuna a palla ferma.
Dopo aver sfiorato il palo con una conclusione alla Gianni Rivera in Italia-Germania 4a3, D'Agostino commette fallo fuori area; sulla battuta del calcio di punizione Marzullo si fa una domanda (la metto sotto l'incrocio?) ma la risposta gliela da Pellegrino (forse la prossima volta) con una parata spettacolare ed efficace nel deviare in corner la velenosa traiettoria del nr 10 campano.
Favetta ha sempre l'uomo addosso e non riesce a girare a rete gli assist di Ancora, da sinistra, e dell'appena entrato Portoghese da destra. Tra le due azioni, palla generosamente strappata da D'Agostino e lancio a servire Ancora il cui doppio tentativo viene prima respinto da un difensore e poi parato a terra senza grosse difficoltà.
La sostituzione precauzionale di Cazzarò (Gori per Ancora) infoltisce il centrocampo ma sguarnisce le fasce (ma Giannotta, ci si chiede, cosa lo abbiamo preso a fare?).

A preservare la propria rete ed il prezioso vantaggio è, però, proprio il nostro portiere, Pellegrino, che deve respingere un altro pericolosissimo tiro dalla distanza.
Sull'asse Gori/Portoghese nasce un prezioso assist per D'Agostino che calcia di prima verso l'incrocio lontano ma si conferma in giornata non positiva in fase di finalizzazione.
Senza grosse emozioni la partita termina e la vittoria è salva.
I risultati dagli altri campi portano a citare Vasco Rossi: "Voglio provare a dare un senso a questo campionato...ma in fondo questo campionato...un senso non ce l'ha". E a dire il vero oggi è parso che i primi ad averlo capito siano stati proprio i giocatori, che hanno il merito di aver portato a casa i tre punti anche senza "schiumare rabbia" e mordere le caviglie avversarie, come nelle due precedenti esibizioni allo Iacovone. E allora, rimanendo a Vasco, pensi che più che un "manifesto futurista", tutto questo sia un "manifesto... inutilista". Tentar non nuoce, suol dirsi; pertanto, fino alla fine, bisognerà comunque cercare di trarre il massimo da ogni partita.
Dopo aver speso due parole per il giovane nr 7 ospite, il classe 98 Domenico Pisani, tignoso e ficcante sulla sua fascia di competenza, a chi dovesse ritenere poco positivi i giudizi espressi sulla prestazione del Taranto, mi limito a far notare che il consueto premio al migliore in campo, tra i rossoblu, è andato proprio a Paolo Pellegrino, il nostro portiere... E ho detto tutto!
Un Taranto con parecchie note positive in meno ed un gol di Miale in più; ecco perché ci tocca dire... MenoMiale come ci è andata.
E Sempre Forza Taranto!
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