Panarelli, 'Taranto in ripresa ma l'Altamura va rispettata. Gara da tripla'
VERSO TARANTO-TEAM ALTAMURA | 'La dirigenza ionica sta facendo un ottimo lavoro, bisogna procedere per gradi' - ha aggiunto
  • Andrea Loiacono
  • 11 Gennaio 2018 - 19:42
 
Luigi Panarelli - foto Luca Barone
Una carriera da calciatore con le maglie di Taranto, Napoli, Torino e Florentia Viola, solo per citarne alcune, e Altamura da allenatore: stiamo parlando di Luigi Panarelli, mister tarantino che si è gentilmente concesso telefonicamente per rispondere ad alcune domande.

Da calciatore hai indossato casacche prestigiose, come quella di Fiorentina, Torino, Napoli e naturalmente Taranto con cui hai collezionato circa 70 presenze. Hai dei rimpianti?
"Alla fine quello che è passato è passato e bisogna metterselo alle spalle. Bisogna saper trarre i giusti insegnamenti da quello che si è fatto nella carriera da giocatore per non ripeterli in quelli da allenatore".

L'inizio positivo dell'Altamura da te allenato lasciava presagire un futuro diverso; cosa è accaduto?
"C'è stato un cambio societario che ha inciso molto. Ho iniziato ad allenare due anni fa ad Altamura, mentre ancora giocavo. A febbraio il Presidente mi chiese di condurre la squadra. Eravamo settimi e siamo arrivati secondi, disputando la finale regionale contro il Barletta e l'abbiamo vinta. Abbiamo raggiunto i play-off nazionali, perdendo la finale per la Serie D con il Metapontino, che rappresentava la Basilicata. L'anno successivo abbiamo vinto il campionato attraverso i play-off contro Casarano, Bitonto regionali e poi nazionali contro Acireale e San Giorgio a Cremano. L'11 giugno dopo vent'anni l'Altamura è tornata in Serie D. All'inizio di quest'anno sono stato riconfermato dal mio vecchio presidente e abbiamo allestito una squadra di categoria, tra riconferme e nuovi arrivi importanti tra over e under. Abbiamo riconfermato Di Senso e preso Santaniello. Nelle prime sei gare ho totalizzato 10 punti, affrontando 4 tra le squadre che molti davano per favorite: Cavese, Turris, Potenza e Taranto. A questo punto, il presidente decide di lasciare e subentra una nuova proprietà con un nuovo staff tecnico. Per me, come per la tifoseria, si è trattato di una delusione. Infatti sono ancora molto legato alla città e ai calciatori. Ora la società è composta da imprenditori altamurani seri, che stanno facendo molto bene".

A proposito di calcio giocato, domenica allo Iacovone c'è Taranto-Altamura. Un tuo pronostico?
"A mio avviso, non c'è una favorita e non è retorica la mia. Il Taranto è in ripresa, l'Altamura ha dimostrato di essere una squadra che va rispettata. Direi che si tratta della classica partita da tripla. L'Altamura ha disputato un grande girone d'andata. Per quel che riguarda il Taranto, ha una nuova proprietà che sta facendo bene dando serenità all'ambiente. La partita verrà decisa da un'invenzione o da un particolare".

Quali sono le individualità che il Taranto deve temere dell'Altamura?
"Giocatori interessanti ce ne sono diversi. Penso ad esempio a Aliperta, Montemurro, Santaniello, Figliolia, oltre a Di Senso e D'Anna, che si sta mettendo in mostra molto bene".

Per quanto riguarda il campionato, chi credi la spunterà? Il Taranto ha margini di recupero?
"Il campionato è avvincente, con quattro squadre che al momento hanno più o meno le stesse chance. Il Taranto non è nelle condizioni di poter commettere ulteriori passi falsi, proprio perché in testa non c'è solo il Potenza. I rossoblù devono pensare partita dopo partita cercando di raccogliere più punti possibili guardando a breve termine".

Le 5 sostituzioni in serie D avvantaggiano o meno qualcuno?
"Le squadre con una rosa ampia sono indubbiamente quelle che ne traggono maggiori benefici, in quanto fanno ruotare un po' tutti i giocatori a disposizione che spesso risultano decisivi".

Cosa vuol dire per un giocatore e allenatore tarantino giocare contro il Taranto?
"Da calciatore non mi è mai successo di giocare contro il Taranto. Quella del girone d'andata è stata la mia prima volta da allenatore contro il Taranto. Chiaro, un pizzico di emozione si prova ma durante la partita ero concentrato sul mio lavoro, che era quello di cercare la vittoria da professionista. Poi a fine gara però sono andato sotto il settore dei tifosi del Taranto a salutarli perché sono nato a Taranto, ho fatto la trafila nel settore giovanile e giocato cinque anni col Taranto. Il mio cuore è rossoblù".
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