Le mezze verità
LE VOCI DI MRB.IT | Commentando la vittoriosa trasferta di Aversa parlavamo di enfasi...
  • Marcello Fumarola
  • 11 Gennaio 2018 - 13:57
 
foto Luca Barone
Commentando la vittoriosa trasferta di Aversa parlavamo di enfasi eccessiva nei giudizi e nei commenti post gara; neanche a dirlo, in settimana, nella scia di quelle smodate iniezioni di ottimismo e grazie alla "benevolenza" di qualche giornalista, con quei tre punti "da incorniciare", siamo arrivati addirittura a "consolidare il quarto posto". No, non dite al distratto scrittore che siamo purtroppo quinti e con una decina di punti di distacco da chi ci precede; potrebbe non crederci, proprio come quando scambiò murales per... striscioni.
In ottica ricostruzione societaria annunciata da Giove, sembra certo il rientro di Gino Montella; che non farà il direttore generale ma, a quanto pare, avrà incarichi di marketing, di ricerca di valide sponsorizzazioni e di rapporti con le istituzioni. Associare il personaggio al periodo pieroniano è molto facile e di certo non rallegra. Insomma molti pensano ad un altro tassello "propedeutico" (?) ad un clamoroso (ma neanche più di tanto) ritorno. Certo è presto per dirlo, ma dopo le vicissitudini degli ultimi anni, nonostante la vigilanza della tifoseria, vien da pensare che se proprio dobbiamo fallire (ma poi... chi lo ha detto?...), meglio farlo dopo anni di professionismo e non tristemente "spiaggiati" nei dilettanti con 600.000 euro di debiti accumulati già nei primi anni, senza riuscire ad ottenere una misera promozione sul campo e con una Lega Pro affrontata solo per collezionare vergognosi record negativi, in campo e fuori.
Da questa postazione saremo sempre attenti a vedere gli sviluppi, commentando nel bene o nel male come sempre, per quanto ci sarà possibile sapere e capire; a differenza di chi, per oltre due anni, ci ha raccontato mezze verità, quasi sempre le più "comode".
Non vorrei tornare su argomenti trattati già troppe volte ma dall'intervista a Volume pubblicata su MRB.it, emergono ancora alcune incongruenze; non parlo di quelle tecniche, (ormai più volte ammesse dal ds rossoblu e che, da altre parti, ne avrebbero provocato il licenziamento).
Parlo della gestione del rapporto con Cozza, con la precedente società e con la tifoseria. Volume parla infatti di "tradimento alla città" da parte di Cozza, dimenticando, a mio avviso, quella "toccante" intervista a due rilasciata una domenica in quel di Assisi insieme al mister calabrese, per accusare giornalisti e addetti ai lavori (che già paventavano alcuni screzi e scricchiolii nei rapporti tra Cozza e la società) di "sparare cazzate" (cit). Si chiedeva di poter lavorare con tranquillità per il bene del Taranto; lavoro durato ben poco perché è chiaro come, già all'epoca di quelle interviste molto forzate, i rapporti con Cozza non fossero idilliaci e alla prima occasione utile tutte le tensioni sono sfociate in un esonero voluto probabilmente più dallo stesso Cozza che da una società (il duo) assente ormai da tempo.
Volume dice anche che la scelta di Cozza non è stata la sua ma questo va in netto contrasto con interviste e dichiarazioni estive nelle quali si esaltava la scelta di un allenatore vincente.
Altro aspetto che mi fa sorgere qualche dubbio: il ds parla di stabilità economica portata da Giove, ma la rivendicava (con piglio e convinzione) anche ai tempi del duo; un feeling particolare con la vecchia gestione, dimostrato elogiando e difendendo a spada tratta gli investimenti fatti (?) anche in occasione dei tentativi di approccio di alcuni personaggi in cerca d'autore come "il portavoce di Mancini". Ora vengono fuori situazioni di incertezza economica che hanno destabilizzato anche lo spogliatoio (quindi non era l'ambiente a creare pressioni) e alle quali Giove starebbe mettendo mani per portare serenità alla squadra e all'ambiente stesso. Lecito chiedersi, visto quanto accaduto in passato, se tutto ciò che ci è stato e ci viene raccontato, corrisponda ad effettiva verità.

Anche sul rapporto con la tifoseria il ds, oltre a rammaricarsi per la scarsa stima nei suoi confronti, potrebbe anche chiedersi il perché di tanto astio proprio verso chi, come dice lui, in quella curva ci è cresciuto.
Probabilmente le motivazioni sono ben note all'interessato ma, ancor più probabilmente, non sono argomenti trattabili in una intervista pubblica.
Dall'assemblea dei soci che doveva rappresentare un importante, forse decisivo, confronto tra Giove ed i soci di minoranza della fondazione taras si viene a sapere dell'approvazione del bilancio attestato a giugno 2017, nonché del definitivo esonero da ogni responsabilità amministrativa (quelle morali sono incancellabili) della vecchia società. Dovrebbe anche esserci un abbattimento del capitale sociale con conseguente ricapitalizzazione, ma confesso assoluta ignoranza in materia e pertanto non vorrei correre il rischio di... "dare i numeri".
Non emerge nulla di nuovo, invece sulla querelle Giove/Fondazione ma sono sicuro che, da persone sagge ed innamorate dei colori, non si saranno certo... presi per i capelli. Oltre al ritorno alla classica maglia a strisce più strette, voci di corridoio parlavano anche dell'utilizzo, sulle stesse, di un nuovo logo; particolare all'apparenza irrilevante ma che potrebbe invece diventare la classica goccia che fa traboccare un vaso ormai crepato: il famoso "logo della discordia"...insomma.
La squadra, nel frattempo, ringalluzzita dagli ultimi successi, attende il giovane e sorprendente Altamura.
Lodevole l'iniziativa per agevolare l'ingresso allo stadio di donne e bambini. La stagione è quella che è, il travaglio è tuttora in corso, ma il tentativo va comunque salutato con favore.
Domenica contro l'Altamura... dicevamo. La "testa libera" e il non aver nulla da perdere, oltre evidentemente alle qualità tecniche e tattiche, consentono ai Baresi di essere lì, addirittura ad un passo dalla promozione diretta.
Rispetto all'andata non sono più "mazze e Panarelli" per gli altamurani; il buon Luigi Panarelli è stato infatti esonerato nonostante la promozione ottenuta ed il brillante inizio di torneo. Per il "team" barese è invece "spuntato un fiore in panca", con quel Ciro Ginestra che da giocatore abbiamo spesso incrociato.
Ripensando al pareggio subito in pieno recupero a Manfredonia e ai punti persi contro il Gragnano e contro lo stesso Potenza, in previsione degli scontri diretti da giocare in casa, il rammarico cresce ma resta la convinzione personale che, a prescindere dai singoli risultati, nel complesso questo non possa più diventare il campionato del Taranto.
Ma le partite sono li, con i loro tre punti a disposizione che consentono alla magnanima matematica di non far spegnere l'interruttore della speranza.
Andiamocele a giocare, senza deleteri ed ingiustificati voli pindarici ma puntando sempre al... Massimo.
Ricapitolando, come cantavani Fabri Fibra e Gianna Nannini, siamo sempre "nel paese delle mezze verità"; ma... chissà... magari in questo caso, la montagna che partorisce il "topolino" (che in vernacolo, ricordiamo, si dice "sciurgicchio")... potrebbe rappresentare qualcosa di positivo per noi tifosi.
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