Trasferta libera a Cava, uno sforzo della società che va premiato
L'EDITORIALE | Ora i tifosi vadano in massa in terra campana con civiltà
  • Maurizio Mazzarella
  • 16 Novembre 2017 - 21:05
 
foto Luca Barone
Il vento è cambiato. Ancora in parte certamente, ma si respira un'aria nuova. C'è un nuovo presidente, una nuova proprietà un nuovo consiglio di amministrazione. Si sta cercando di capire cosa non funzionava precedentemente e si sta ponendo rimedio con una cura certosina dei dettagli. Con un dialogo che pian piano coinvolgerà tutta la tifoseria per ricucire tutta una serie di ferite che si sono formate dal quel dannano 22 marzo scorso.

Inutile dire che nel corso di questi ultimi anni, la tifoseria ionica è sempre stata bersaglio facile dell'Osservatorio. Costantemente sono state negate trasferte ad una tifoserie che il più delle volte si è comportata in modo esemplare. La metafora della vita però, si ritorce sempre in ogni settore. Come quando a scuola la marachella della pecora nera veniva pagata da tutta la classe. Come quando al militare la colpa di un soldato veniva trasdotta a tutta la camerata.
E' stato così spesso anche per i tifosi del Taranto, quando per l'inciviltà di un numero ridotto di facinorosi ha pagato una tifoseria intera, non ultimo la squalifica del campo che ha portato la truppa rossoblu a disputare il match col Picerno sul neutro di Brindisi addirittura a porte chiuse. Ma fortunatamente anche questa è ormai storia, è ormai acqua passata.

Trasferta vietata ai tifosi del Taranto è sempre stato ultimamente un ritornello stonato che ogni due settimane si ripeteva e che tutti ormai danno sempre per scontato. La nuova società però vuole dare un taglio netto al passato e cambiare la storia anche da questo punto di vista. Contro la Cavese la trasferta non sarà vietata ai tifosi del Taranto. Coloro che vivono i colori rossoblu ventiquattro ore al giorno, per dirla alla Malesani, potranno seguire in trasferta i propri beniamini.

Non è stato certamente facile, ma il grande impegno del presidente Giove ha portato ad un risultato importantissimo. E' storia che le tifoserie di Cavese e Taranto non si amano e consentire ai supporter ionici di andare in Campania rimarca come il lavoro diplomatico della dirigenza attuale sia andata ben oltre ogni normalità e per questo è giusto, doveroso e oltremodo corretto rimarcarlo.

Non dimentichiamo quanto accaduto prima della trasferta di Francavilla sul Sinni. L'ennesimo schiaffo ad una tifoseria che questi colori li ha nel sangue. Per questo lo sforzo di cercare l'unione e la compattezza di un ambiente per perseguire un obiettivo importante non deve passare inosservato. Certamente ci vorrà tempo per rimarginare ferite e far nuovamente innamorare di questi colori anche i tifosi più accaniti. Ma questo è un primo passo fondamentale.

Il restyling degli spogliatoi e tante altre iniziative che pian piano saranno comunicate, sono i primi segnali di un nuovo Taranto, di una squadra che deve tornare nei cuori dei tifosi, anche dei più scettici. Bisogna dare questa possibilità non solo alla nuova società, ma soprattutto a noi stessi che questi colori li viviamo. La speranza è che anche la politica si accorga dell'importanza sociale di questa squadra e di questo sport ormai dimenticato.

I tifosi del Taranto sapranno come comportarsi per il bene della maglia e di questi colori. A Cava deve regnare il tifo, lo stadio va riempito in massa per la nostra squadra del cuore dando un esempio di civiltà e di correttezza affinché le trasferte non vengano più negate.
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