Un passo alla volta
IL DOPO SPORTING FULGOR-TARANTO | Se qualcuno dopo la sconfitta di Pomigliano ci avesse detto che...
  • Roberto Orlando
  • 14 Novembre 2017 - 19:01
 
Michele Cazzarò - foto Luca Barone
Se qualcuno dopo la sconfitta di Pomigliano ci avesse detto che il Taranto avrebbe ottenuto sei vittorie consecutive avremmo riso tantissimo. Amaramente. Nonostante la stima verso il tecnico Cazzarò, nemmeno il più illuso dei tifosi rossoblu ci avrebbe creduto. E invece Cazzarò si è trasformato dall'uomo giusto al posto sbagliato all'uomo giusto al posto giusto. Perchè anche quando la società stava affondando sotto i colpi dell'odio e dello scetticismo, il buon Michele ha saputo prendere un'accozzaglia di atleti sfiduciati e li ha trasformati in un gruppo compatto; che quasi quasi bisognerebbe ricredersi su chi invece da quest'estate parla di una rosa fortissima, sulla carta. Certo, ma adesso occorre dimostrarlo anche sul campo.

La sesta vittoria consecutiva eguaglia il record del Taranto di Papagni, quello dell'ultima promozione sul campo. Non ci sono parallelismi tra quel Taranto, che viveva sull'onda dell'entusiasmo della nuova era Blasi e questo, reduce dalla più fallimentare retrocessione degli ultimi decenni. L'unico punto in comune è la voglia e l'obbligo morale di giocare un campionato di alto livello. La stagione di quel Taranto targato "bomber Deflorio" terminò con un cross sbagliato di Vincenzo Deliguori, che si infilò sotto l'incrocio della porta avversaria, regalando una promozione e una gioia indescrivibile; Blasi aveva costruito una società competente e solida, si era affidato a uomini esperti del mondo pallonaro e aveva ottenuto quello che si era prefissato.

Giove II non ha stravolto niente, lasciando lavorare gli uomini che già componevano l'assetto aziendale e senza troppi proclami ha preso in mano il timone della società puntando sulla "normalizzazione" dei rapporti e delle figure. Il calciatore fa il calciatore, il presidente il presidente, con la speranza che quanto prima il tifoso torni a fare il tifoso, quello che la domenica affolla lo Iacovone, che applaude e che la smette di vedere i fantasmi del passato in ogni angolo, che si chiami Pieroni o che si chiami Bongiovanni.

Domenica la trasferta più ostica di sempre: Cava de' Tirreni. A Cava il Taranto non ha mai vinto nelle 9 gare disputate al "Simonetta Lamberti", portando a casa solo 2 pareggi, l'ultimo nella stagione 2010-2011. La gara sarà un ottimo spunto per comprendere appieno lo spessore dei rossoblu, chiamati ad affrontare una squadra di livello, soprattutto dopo il penoso secondo tempo di Molfetta. Inoltre a Cava il Taranto si gioca la possibilità di eguagliare il record delle 7 vittorie consecutive, che resiste dalla stagione 1942-43; ma, come dice il buon Cazzarò, non pensiamo ai record, pensiamo a vincere le partite. Vai Taranto, avanti così.
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