Tieni il tempo
LE VOCI DI MRB.IT | 'Scusa... che ha fatto il Taranto?', rubrica di Marcello Fumarola
  • Marcello Fumarola
  • 13 Novembre 2017 - 12:27
 
Taranto in trasferta alla ricerca della sesta vittoria consecutiva. Avversario di turno lo Sporting Fulgor Molfetta. Per chi vi scrive è derbissimo, visto che la Fulgor era anche la squadra della S. Francesco de Geronimo, nota Chiesa del rione Tamburi.
E dopo Panarelli ritrovi, sulla panca degli avversari, un altro figiol prodigo (adottivo in questo caso) che è l'esordiente Fabio Prosperi.
Trasferta vietata, ma questa non è proprio una novità; purtroppo coloro che volevano approfittarne per lasciare i figli a Miragica e le mogli all'Outlet avevano visto il progetto già vanificato in partenza perché lo Sporting gioca a Canosa; città che ha consegnato le proprie chiavi a Lino Banfi, indimenticato "allenatore nel pallone". E allora capisci perché han dato le chiavi della squadra a Prosperi. Perché lui con uno come Canà affiancato in panca, con un presidente "a perdere" come il commendator Borlotti della Longobarda (e forse anche con Crisantemi...)... ci ha già lavorato nello scorso campionato.
L'assenza di Corso porta all'immediato esordio di Capua sin dal primo minuto, perché gli over scarseggiano e schierare due under a centrocampo, fuori casa, può risultare un azzardo. In avanti Pera e Diakitè sono chiamati a confermare la loro buona intesa anche da inizio partita e non solo nella mezz'ora finale come accaduto contro la Frattese.
Per il resto, squadra inevitabilmente confermata.
Ci sono ampi spazi dietro le porte dello stadio canosino ma dei raccattapalle nemmeno l'ombra. Al recupero dei palloni si adoperano i giocatori (inaudito) e Miale, sulla scivolosa pista, rischia l'incolumità. Altro scempio di questa insostenibile categoria.
Bastano pochi minuti per iniziare a marcare le differenze tra le due squadre: Diakite svetta di testa cogliendo la traversa piena, ma sulla respinta fa gol, sempre di testa, proprio il nuovo arrivato Capua. Per i locali neanche il tempo di somatizzare lo svantaggio e, in contropiede, i tre riferimenti offensivi rossoblu, Diakite-Crucitti-Pera confezionano il raddoppio.
I nostri si placano, anche se Crucitti e Diakite potrebbero suggellarla. Tentano qualcosa anche i molfettesi ma senza produrre alcunché se non un gol annullato per un evidente fuorigioco.
Ma è il Taranto a decidere se e quando alzare pressing e ritmi e a rendersi pericoloso nuovamente con Diakite, fermato in uscita coraggiosa dal portiere Figliola.
Nonostante il doppio vantaggio Cazzarò si sbraccia abbondantemente in piedi davanti alla sua panchina. Vorrebbe giustamente chiuderla ed evitare inutili rischi.
Per accontentarlo Diakitè prende l'ascensore e gira in gol di testa il cross di Galdean su calcio di punizione. Il portiere avversario nell'occasione è forse lacunoso nel suo tentato intervento, ma lo stacco del numero 9 rossoblu è davvero sontuoso.
Pera fallisce malamente il poker già a fine primo tempo e al fischio del direttore di gara non pensi di dover rimpiangere l'occasione mancata, perché hai la netta sensazione che quello contro la squadra di Prosperi possa rivelarsi un proficuo allenamento. Stranezze (e bellezze... quando non ti riguardano) del calcio ma, nei secondi 45 minuti, non sarà esattamente così.
Tieni il tempo, cantava Pezzali con gli 883; ma questa canzone non è evidentemente nella playlist del Taranto che il tempo (il secondo tempo per la precisione) non lo tiene per niente.
Capua, fermo da cinque mesi, esce dopo cinque minuti. Al suo posto Rosania, sostituto non di ruolo ma...di età essendo l'unico over spendibile tra difesa e centrocampo. Lampo molfettese dopo 10 minuti ma il sempre essenziale e pronto Pellegrino respinge bravamente.
Dopo soli due minuti il giovane portiere rossoblu diventa però assoluto protagonista. Provvidenziale la sua respinta sulla punizione dell'ex Guadalupi, sulla quale si avventa Tulimieri ma Pellegrino è già lì a coprire lo specchio per impedire il gol, con l'aiuto del palo. In rapida sequenza un gol annullato ai locali e un altro plastico volo di Pellegrino su un tiro dalla lunga distanza.

Il Taranto non riesce proprio a reagire; i ragazzi di Prosperi corrono di più, arrivano su tutte le cosiddette seconde palle e mettono in mostra addirittura belle qualità tecniche nell'azione che porta al meritato gol dell'1-3 e che punisce un Taranto distratto, fiscamente in difficoltà e con la testa erroneamente già a Cava.
Continua la pressione dei Baresi; per la tv viene ammonito "Rosaria" e non Rosania ma il rosario lo snocciola sicuramente Cazzarò perché in campo si passeggia. Prova, il mister jonico, a dare più sostanza al reparto offensivo inserendo Aleksic per Pera, ma il Molfetta fallisce clamorosamente in due circostanze il gol del 2-3; prima una ciabattata in area da posizione favorevolissima e poi il fantasioso Petitti, al 37simo, cerca di rifinire con un tocco elegante una bella azione; palla a fil di palo con i nostri che, per quanto sono imbalsamati, sembrano protagonisti del remake di "una notte al museo"; dovresti aspettare la notte affinché riprendano vita.
Ma il gol che riduce ulteriormente le distanze arriva poco dopo ed è Tulimieri a togliersi la soddisfazione della doppietta, rischiando di passare la palma di "allenatore nel pallone" all'incredulo mister rossoblu.
Alla fine si vince, resistendo nei lunghissimi 6 minuti di recupero, ma soffrendo oltremodo. Un calo pauroso che dimostra le esigenze di ricambi di una squadra che sta dando ciò che può (compreso il mister) nei suoi attuali limiti.
A Cava si dovrà tenere la spina attaccata per 95 minuti, non serve sottolinearlo, per evitare che la partita diventi "tutta un secondo tempo".
Più realisti del re, non ci eravamo esaltati per le vittorie, non ci sorprendiamo dello 0-2 subito nella ripresa; anche perché nel frattempo vincono tutte: il Potenza ed il Cerignola passano, con lo stesso risultato, a San Severo e Frattamaggiore; la Cavese la spunta a Gravina e vince anche il sempre più sorprendente Altamura.
È avvilente il fatto che sei vittorie consecutive non abbiano portato a ridurre quel distacco accumulato nelle prime "anarchiche" giornate.
Se solo qualcuno si fosse tolto di mezzo già a maggio...
Un'altra settimana importante ci divide dalla trasferta di Cava da dove arriveranno importanti, speriamo non definitive, risposte. Il rientro di Corso potrà quantomeno offrirci un'alternativa over a centrocampo, ma sarà molto più importante verificare la tenuta atletica e psicologica di una squadra che non ha saputo gestire il triplo vantaggio e la superiorità dimostrata nella prima frazione di gioco.
Per ora in campo sembra che tutto cambi (i nostri risultati) affinché nulla cambi (i risultati delle altre).
Tendenza da invertire e situazione da scongiurare non solo in campo ma ancor più fuori dal terreno di gioco.
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