Sbagliare è certamente umano, ma perseverare è assolutamente diabolico
L'EDITORIALE | La scelta del duo Damaschi-Volume non è consona al blasone del Taranto
  • Maurizio Mazzarella
  • 28 Maggio 2017 - 10:54
 
foto Luca Barone
Il tempo passa, ma la nota conferenza tanto annunciata dopo l'ultima di campionato contro la Juve Stabia ancora tarda ad arrivare. A questo punto i dubbi aumentano sulla possibilità che possa esserci, o cosa assai probabile, visto il clima ostile che si respira in città, è che l'attuale maggioranza stia attendendo un momento più sereno per poter illustrare i propri programmi alla stampa ed ai tifosi.

Nel contempo prende sempre più corpo l'ipotesi che Damaschi possa dare un forte contributo a questa società, ma siamo convinti che questa sia la soluzione idonea per il proseguo del calcio a Taranto? I dubbi restano, perché le modalità di questa nuova sinergia sono poco chiare e limpide. E di questi sodalizi, nel complesso si è ormai stanchi, anche perché non hanno mai portato a nulla di buono. Lo dice la storia, lo dicono i fatti. Partendo da Pieroni ed i quattro soci, che a prescindere dalle responsabilità, hanno portato il Taranto al fallimento. Non è stato fortunato nemmeno il matrimonio tra Blasi e D'Addario, con la cessione totale al secondo, che ha poi scritto la pagina più triste del calcio ionico. Per non parlare del rapporto tra Nardoni ed il duo Zelatore-Bongiovanni, che ancora provoca strascichi ed il connubio ancora tra Nardoni e Petrelli anch'esso poco proficuo per la Taranto calcistica.

Cosa però unisce tutti questi fattori? La contiguità con una serie di tifosi e pseudo addetti ai lavori, che difendono con forza situazioni societarie destinate ad una misera fine. Basta ricordare cosa accadde ai tempi di D'Addario. Probabilmente le stesse persone che difendevano l'allora magnate delle automobili, ancora non hanno imparato la lezione da quella pagina nera, dove assieme alla mancata iscrizione, ci fu anche lo scherzo della serie B a tavolino. Ma questa è un'altra storia.

Tornando all'attualità, non si comprende il perché Damaschi voglia solo fungere da sponsor. Ma soprattutto, se tale cifra che sarà versata nelle casse del Taranto, sarà sufficiente, assieme al budget garantito dalla maggioranza per fare una stagione di livello. Perché quindi non entrare in società quando si vuole la direzione totale dell'area tecnica e quando si è già scelto il direttore sportivo? Dubbi ovvi, visto che nel calcio non si è mai vista una cosa del genere.

Con grande rispetto, anche la figura di Volume genera molte perplessità. Non è Taranto, soprattutto in un momento grigio come questo, il trampolino adatto per lanciarsi nel mondo del calcio. L'inesperienza e la giovane età, sono vuoti che neanche l'entusiasmo può colmare. In un contesto difficile, serve un uomo che sappia gestire situazioni complesse, ma anche che sappia comunicare con la piazza in modo semplice, diretto ed esaustivo.

La contiguità tra il passato ed il presente, sembra anche garantita dal direttore generale Roselli. Se ne parla poco, ma anche il braccio destro del duo Zelatore-Bongiovanni ha le proprie responsabilità per come è finita questa sciagurata stagione. L'umiltà spesso dovrebbe portare gli uomini di calcio dopo un fallimento a compiere un passo indietro, o alle dimissioni. Parola, l'ultima enunciata, a cui spesso più di qualcuno sembra allergico.

Non si comprende che i tifosi vogliono un cambiamento totale. Magari anche un ritorno all'usato sicuro. Si, tipo Blasi ad esempio che a Taranto ha già dimostrato. Alcuni muovono delle perplessità sugli uomini che potrebbero accompagnarlo in una potenziale nuova avventura, ma i numeri restano sempre dalla parte dell'ex presidente. In molti vedono questa pista tramontata, ma le elezioni comunali e alcuni scricchiolii dell'ultima ora tra Damaschi ed il duo Zelatore-Bongiovanni potrebbero rilanciare il nome di Blasi, il cui ritorno non sarebbe gradito a chi con lui ha spesso avuto scontri per interessi extra calcistici e che ora avalla ogni altra soluzione pur di non rivedere il buon Gigi in sella alla massima espressione sportiva della città di Taranto.

Di proteste recentemente ne abbiamo ricevute tante, in particolare offese gratuite che non meritano considerazione. Chissà perché però, codesti buontemponi si nascondono dietro dei fake, guarda caso tutti provenienti da una stessa città che non è Taranto, a differenza di chi scrive che ci mette sempre la faccia.

Andiamo avanti. La protesta nei confronti della Zelatore, ha prodotto non solo striscioni offensivi diffusi in tutta la città, ma anche una serie di stickers che offendono senza pudore la dignità di una donna nell'intimo. Anche in questo caso, come in passato, la nostra solidarietà ad un gesto così vile è totale. Ci sorprende però come certi personaggi che in passato per episodi simili ci hanno accusato di essere sessisti, ora si associano a questa corsa solidale. Come anche, chi per poter ancora godere di una fetta proficua all'interno del calcio tarantino, continua a difendere l'indifendibile vedendo il bene delle proprie tasche probabilmente e non quello di un'intera comunità.

Sarà poi da sciogliere il nodo legato ai rapporti che il nuovo sindaco avrà con il Taranto. Per molti non è un problema vitale, può darsi. Certo è che il calcio è seguito da talmente tanta gente che merita chiarezza anche su questo tema. Staremo a vedere.
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