Prosperi in esclusiva su MRB.it, 'Verità falsate da giornalisti incompetenti'
TARANTO FC | Lunga intervista all'ex capitano ed ex allenatore del Taranto, quasi al termine di questa stagione travagliata
  • Carlo Esposito
  • 29 Aprile 2017 - 15:21
 
Fabio Prosperi - foto Luca Barone
Quasi al termine di una stagione travagliatissima che vede il Taranto attualmente all'ultimo posto in classifica con un piede e mezzo in Serie D, in esclusiva su MRB.it parla Fabio Prosperi, ex giocatore e capitano del Taranto che ha diretto la formazione in rossoblù prima come allenatore e successivamente come secondo di De Gennaro dall'11 Ottobre 2016 fino al 6 Febbraio 2017, giorno del suo esonero. Con lui si ripercorrono i momenti chiave della sua permanenza in rossoblù, del suo rapporto con la squadra e con la società, facendo chiarezza su molti punti fino ad ora mai analizzati così nel dettaglio.

"In questo momento, oltre a dedicarmi alla mia famiglia, continuo a lavorare e ad aggiornami" - esordisce Fabio Prosperi a MRB.it - "Sono cose normali per un allenatore temporaneamente inattivo. Essere fermi, però, ti consente anche di crescere. Serve per farti capire quali sono stati gli errori che hai commesso, se mai ce ne fossero stati, e ti fa conoscere meglio tantissime persone che ti aspettavi in un certo modo e che invece si sono rivelate essere l'esatto opposto. Posso solo dire che dalla mia avventura in rossoblù non ho nulla da rimproverarmi. Ho fatto il massimo, ho dato tutto me stesso, lavorando con serenità e onestà".

VOGLIA DI RICOMINCIARE "Adesso sono molto carico per ricominciare con un'altra avventura" - aggiunge Fabio Prosperi - "ma spero di farlo partendo dal ritiro estivo, perchè ho sempre pensato che quello è uno dei momenti fondamentali di tutta la stagione. Vorrei partire da una squadra ben costruita, fatta di lavoratori che abbiano voglia di sudare. Da questo punto di vista sono molto carico".

La lunga chiaccherata con Prosperi entra nel vivo. Con lui si rivivono tutti i momenti da allenatore, dalle giovanili fino alla prima squadra.

SI PARTE DAL SETTORE GIOVANILE "Ho smesso di giocare molto presto perchè la voglia di allenare era davvero tanta. Il presidente mi ha dato la possibilità di allenare i giovani e questa occasione l'ho presa al volo. Ho iniziato a seguire la mia squadra dall'inizio riuscendo ad ottenere risultati lusinghieri. Quell'avventura mi ha consentito di portare poi tanti di quei ragazzi, molto meritevoli, in prima squadra".

PROSPERI DIVENTA IL SECONDO DI PAPAGNI "L'idea quella era quella di fare il vice allenatore della prima squadra e il tecnico della Juniores, cosa che non è stata possibile in Lega Pro. La mia scelta era comunque chiara: non volevo fare il secondo di nessuno e l'ho sempre detto senza alcuna arroganza. Ho preferito rimanere con i giovani, allenando una squadra tutta mia. Tutto questo non a discapito del mio rapporto con Papagni che è sempre stato ottimo. Ritengo Papagni una persona eccezionale. Ma ho sempre avuto molta ambizione e in quel momento ritengo di aver preso la decisione giusta".

PAPAGNI ESONERATO, E' IL MOMENTO DI PROSPERI "Nel momento dell'esonero, con Papagni ci siamo sentiti e gli ho riferito subito della proposta che avevo ricevuto. Umanamente mi è dispiaciuto molto, soprattutto per aver preso il suo posto. Ma credo di non avergli fatto un torto. Stimo molto Papagni e non ritengo che quella mia decisione sia stata sbagliata".

PROSPERI ALLENATORE TRA VELENI E POLEMICHE "Nelle 16 partite di mia gestione, prima come allenatore e poi da secondo, il Taranto ha ottenuto 12 punti, perdendo un solo scontro diretto. Eravamo ad un punto dalla salvezza diretta e 5 punti dall'ultimo posto. Ma qualche pseudo giornalista continua a fare ancora il nome di Prosperi, nonostante io non sia più l'allenatore del Taranto da ben tre mesi. Sono stato esonerato il 6 Febbraio. Di me hanno detto che ero un allenatore presuntuoso, arrogante e che facevo allenare troppo la squadra. Mi hanno massacrato perchè avevo avuto il coraggio di impormi nel far rispettare le regole dello spogliatoio ad un giocatore. Un giocatore che aveva avuto un comportamento irriguardoso nei confronti dell'allenatore e dei propri compagni di squadra".
Prosperi "ha il dente avvelenato" contro chi in qualche modo lo accusa ancora oggi di essere uno dei responsabili della situazione attuale della squadra. "In questo momento sto soffrendo molto per la situazione in cui è il Taranto. Il Taranto è ultimo ma mi auguro che possa vincere queste ultime due partite e, aiutato anche dagli altri risultati, possa conquistare i play-out. Ma adesso Prosperi non c'è più. Quando si vinceva senza Prosperi, di Prosperi non si parlava mai, adesso che si perde senza Prosperi, tutti parlano di nuovo di me. Sono qui da 11 anni e capisco che parlare di Prosperi a Taranto fa sempre tanto rumore. Il Taranto dopo il mio esonero ha fatto 4 risultati positivi per poi subire 8 sconfitte consecutive, perdendo tutti gli scontri diretti sia in casa che fuori. Se fosse successo a me mi avrebbero crocifisso al Castello Aragonese. La scorrettezza di tanti pseudo giornalisti e addetti ai lavori che scrivono sta nel fatto di non riconoscere che anche io ho giocato tante partite senza titolari e con tanti infortunati, ma non sono mai andato in sala stampa a piangere o a rimpiangere gli assenti".

Si arriva al rapporto con la società e a quello con i tifosi tarantini di cui Prosperi ha e continua ad averne un bel ricordo.

SI E' SPESO POCO? E' FALSO! "Questa società ha speso tanti soldi, forse anche troppi. Purtroppo nel corso del tempo la stagione non è andata nel verso giusto ma la verità è questa. Come budget il Taranto ha speso molto di più rispetto a tante squadre del girone, tipo il Fondi, la Virtus Francavilla e tante altre squadre tra quelle che adesso la precedono in classifica. In questo momento a certa stampa fa comodo dire che la società non ha speso molto, quando invece l'unica sua colpa, se può essere ritenuta tale, è l'essersi affidata a determinate persone che hanno speso male il proprio budget a disposizione. Adesso ritrovarsi in Serie D sarebbe davvero dura, per questo mi auguro che il Taranto, avendo ancora uno scontro diretto in casa, riesca a salvarsi".

CRITICHE INGENEROSE E TIFOSI FANTASTICI "Le critiche costruttive sono quelle più importanti e le ho sempre accettate volentieri. Le critiche disoneste, invece, rimangono ai disonesti e ne ho lette tante da giornalisti che definirli tali mi sembra davvero eccessivo. Molti sono stati poco corretti nei miei confronti, tantissimi pseudo giornalisti frustrati e tanti pseudo addetti ai lavori. I tifosi, invece, sono sempre stati fantastici. Viverli da giocatore e da allenatore non fa alcuna differenza. A loro interessa solo il risultato e che la squadra vada bene. Sono legati al Taranto ed è normale che soffrano molto".

GRATO AL PRESIDENTE ZELATORE "Non posso che essere grato al presidente Zelatore. Forse andrò un pò controcorrente ma il presidente mi ha dato una grande opportunità e le sono grato anche per come mi ha difeso in un periodo in cui qualcuno forse voleva mandarmi via subito. Questa proprietà ha speso tanto e gli errori che sono stati commessi non sono i suoi. Ma ricordiamoci dei soldi spesi per il ripescaggio, per il fondo perduto e per la squadra fatta in Agosto e poi a Gennaio".

Si arriva al mercato con Prosperi che prova a spiegare il perchè di alcune scelte cercando di fare il più possibile chiarezza.

CHIAREZZA SUL MERCATO DI GENNAIO "In tutte le squadre normali c'è un presidente che esce i soldi, un allenatore che allena e un direttore sportivo che prende i giocatori. Un allenatore richiede solo calciatori con delle precise caratteristiche tecniche senza fare nomi particolari, poi sta al direttore prendere il giocatore in questione. In quella fase avevo richiesto un attaccante che potesse affiancare Magnaghi o sostituirlo in caso di sua assenza, due attaccanti qualora Magnaghi se ne fosse andato, un terzino sinistro, una mezzala e un difensore nel caso in cui se ne fosse andato via qualcuno in quel ruolo. Poi quel qualcuno se n'è andato via da solo... Ma in generale ho semplicemente dato delle linee guida e soprattutto non ho mai messo fuori rosa nessuno".

CHIAREZZA SU BALISTRERI "In quel momento dissi semplicemente che tra Magnaghi e Balistreri, avrei scelto Magnaghi in quanto più giovane e, essendo di proprietà dell'Atalanta, più di prospettiva. Se si fosse preso un altro attaccante avrei accettato l'addio di Balistreri ma, ripeto, senza obbligare nessuno a metterlo fuori rosa".

CHIAREZZA SU BOLLINO Qualcuno rimprovera a Prosperi di essere stato il "mandante" della sua cessione. "Dovevamo prendere una mezzala" - racconta Prosperi - "e in quel momento c'è stata la possibilità di fare uno scambio con la Paganese. Vorrei solo ricordare che Bollino con me ha disputato tutte le partite a disposizione anche se aveva spesso dei problemi fisici. Avevamo la possibilità di far arrivare qui una mezzala attraverso uno scambio. Quello era un ruolo che non ricopriva nessuno in rosa e allora decidemmo di prendere Maiorano sacrificando proprio Bollino".

MARANO, L'UNICO SOGNO NEL CASSETTO "Alla società ho sempre dato solo delle direttive generali, senza fare nomi di giocatori. L'unica volta in cui mi sono allargato un pò è stato con Marano. Ho spinto tanto per prenderlo ma purtroppo non ci siamo riusciti. E' un giocatore che mi piace tanto e sapevo che era sul mercato".

IL RAPPORTO CON DE POLI "Io facevo l'allenatore e lui il direttore. Io sono andato via a mercato concluso, il 6 Febbraio, nella prima domenica dopo la chiusura. Questo fa capire come il calciomercato non l'abbia fatto Prosperi. Non conoscevo neanche i nuovi giovani che erano appena arrivati, mentre Cobelli l'ho visto solo su Youtube una volta".

In conclusione, Prosperi si sofferma in maniera molto generale sull'episodio di violenza accaduto il 22 Marzo, episodio da cui sono scaturiti gli addii di Stendardo, Altobello e Maurantonio, per poi mettere in luce il proprio punto di vista di ex calciatore, allenatore e di uomo di sport.

L'EPISODIO DI VIOLENZA DEL 22 MARZO "Quando è successo quell'episodio ero a Pescara. Non so come sono andati i fatti e la premessa doverosa è che la violenza va sempre condannata. Ma io di contestazioni ne ho viste e subite tante. Ho preso ombrellate, sputi... veramente di tutto. Non permettendomi di giudicare le scelte altrui, dico solo che da questi episodi non bisogna trovare alibi. Bisogna ritornare in campo e allenarsi meglio di prima. Quando mi contestavano, io non vedevo l'ora di allenarmi come un matto per dimostrare ai tifosi che si sbagliavano. La cultura dell'alibi non mi è mai piaciuta".

PARALLELISMO CON L'EPISODIO PASTORE-CACCAVALE? "Sono passati tantissimi anni da quell'episodio. Quella però fu una delle tante contestazioni che ho vissuto nel Taranto. Dopo quella gara, ricordo che Caccavale non giocò la partita successiva. Dopo pareggiammo a Lanciano e poi vincemmo la successiva gara in casa. In quella stagione facemmo anche i play-off per salire in Serie B. Ho sempre pensato che alla fine conti solo il campo, le scuse non servono veramente a niente".

Prosperi è e rimarrà per sempre un cuore rossoblù. La lunga intervista si chiude con un augurio. "Spero con tutto il cuore che il Taranto si salvi" - conclude - "perchè nè i tifosi e nè la società meritano la Serie D. Questo è un augurio che faccio con tutto il cuore".
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