La fame di fama
LE VOCI DI MRB.IT | 'Quanto è bello il calcio inglese', mi sento ripetere spesso
  • Paolo Marsico
  • 26 Febbraio 2017 - 18:20
 
foto dailystar.co.uk
“Quanto è bello il calcio inglese”, mi sento ripetere spesso. “Sono d’accordissimo”, rispondo sempre. Il fascino, talvolta nostalgico, che suscita la FA cup è il perfetto esempio di come il football sia vettore di emozioni non riscontrabili in nessun altro sport. Per questo, quando il Sutton United Football Club ha battuto il Leeds United (squadra di grande tradizione ormai relegata in Championship da un decennio), il mondo calcistico ha scoperto questa piccolissima realtà di quinta divisione inglese. Le luci della ribalta sono diventate addirittura accecanti quando il destino ha regalato ai tifosi e agli appassionati tutti il nome dell’avversaria: l’Arsenal FC. Immaginate cosa succederebbe se in una paese della provincia di Taranto, o qualsiasi altro piccolo centro in Italia, arrivasse a giocare l’Inter o il Milan. Aggiungeteci il fatto che la Premier League è regina incontrastata di visualizzazioni di partite in tutto il mondo... ed il dado è tratto.

Ho usato il termine “accecante” non a caso; se non sei abituato a tutto il circo mediaticosportivo che coinvolge e avvolge squadre di livello mondiale, puoi rimanere abbagliato. Puoi rimanere soggiogato e poi subirne le conseguenza. Come le sirene di Ulisse, per intenderci (un like per la citazione è quasi obbligatorio a questo punto). E’ esattamente quello che è accaduto a Wayne Shaw, secondo portiere della squadra di quinta divisione. Non esattamente un fisico atletico, per usare un eufemismo. Sicuramente soppesato da tanta simpatia e personalità. Queste caratteristiche lo hanno reso protagonista di un paio di settimane da “attore protagonista”; interviste, articoli su giornali e via discorrendo. Tutto normale fin qui. Il folklore e la leggerezza che, finalmente, rimane l’ingrediente principale di un evento sportivo. Invece, purtroppo, Wayne l’ha fatta grossa (giuro non è facile umorismo). Durante la partita, le telecamere hanno ripreso il portiere mentre gustava in panchina una meat pie, una sorta di panino con la carne. Risultato? Multa e contratto rescisso, con seguenti lacrime di coccodrillo del corpulento portiere. Immediato sdegno da parte di tutto il mondo sportivo, capitanati da il parecchio attivo sui social network Gary Lineker, a richiedere il reintegro in rosa della mascottesecondo portiere. “Le regole sono regole, I am sorry” la risposta del club. Successive indagini dei tabloid hanno poi sollevato il sospetto che Wayne Shaw abbia guadagnato diverse migliaia di sterline in seguito alle scommesse sulla sua merenda in panchina. Quindi, sapeva e non ha fatto nulla per evitarlo. Così pare.

Scommesse a parte, questo episodio mi ha fatto riflettere. Davvero il mangiare una cosa in panchina è così grave? Talmente importante da far rescindere un contratto, in una squadra che sicuramente non ha nulla da chiedere al mondo del calcio moderno? In tante, tantissime squadre semi professionistiche e amatoriali succedono cose ben peggiori. D’altra parte pero’, era davvero così necessario spendere quei famosi 5 minutes of fame in questo modo? La verità, come sempre sta nel mezzo. Sicuramente, quella che era una bella storia di sport, una favola sportiva, è stata sporcata per sempre da uno scandalo evitabilissimo. Per una volta, non siamo gli unici a dover subire giudizi su scommesse e fatti inusuali. E noi, che conosciamo purtroppo perfettamente cosa si provi, per una volta siamo spettatori e non protagonisti. Per una volta, almeno.

Ah per la cronaca, l’Arsenal ha vinto 2-0. Ma questo, forse, non interessa a nessuno.
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