'O Presidente nnamurato
IN TIFO VERITAS | Primi 10 giorni di una sessione di calciomercato decisamente troppo lunga...
  • Marcello Fumarola
  • 11 Gennaio 2017 - 14:48
 
foto Luca Barone
Primi 10 giorni di una sessione di calciomercato decisamente troppo lunga, invadente e, per certi versi, spesso inutile ed ingannevole. Le difficoltà di azione per il Taranto ed in particolare per Fabrizio De Poli sono note e condivisibili anche perché, come si dice in questi casi, "chi è causa del suo mal pianga se stesso". La scelta "conservativa" di affidare, a maggio scorso, la costruzione della squadra al duo "vintage" Papagni/Dellisanti è stata infatti sbagliata e non si tratta di un giudizio personale; oltre a quello inappellabile espresso dal campo, c'è infatti quello esternato in piu' di una intervista televisiva proprio dal Presidente Zelatore che ha parlato di "errori morali" nelle valutazioni e di mercato frettoloso.

Come sempre, come al solito: prima si riempie di melma chi lo fa notare "in corso d'opera" e poi se ne riconosce la ragione a fatto (e danno) compiuto. Ma lo sport preferito, ormai appare chiaro, è quello di cercare alibi ovunque, scaricare responsabilità ed insultare sistematicamente chiunque si rifiuti di fare lo "struzzo per riconoscenza". Nel quadro di oggettiva difficoltà nello "smaltire le scorie" di un censurabile mercato estivo e con un budget limitato proprio come in estate, ciò che inganna e crea false aspettative nell'ambiente sono le solite dichiarazioni bellicose (colpi a salve, per ora, purtroppo) come l'ormai famoso "a gennaio n'à dichiarame", che ha fatto pensare alla possibilità di godere di assoluta libertà d'azione su un mercato nel quale, invece, De Poli dovrà cogliere l'occasione low cost, in linea con le risorse messe a disposizione (anche queste non sono mie supposizioni ma dichiarazioni del diretto interessato).

Insomma, con gli stessi ingredienti a disposizione, si spera che dalla frittata estiva dei cuochi nostrani Aldo e Franco, si passi alla torta (magari con tanto di ciliegina) by De Poli masterchef. Impresa quantomeno difficile pur in presenza di uno bravo "ad impastare". E spero di poter esprimere la mia delusione e perplessità relativamente al "budget risicato" nella speranza di essere smentito a breve e senza subire gli strali di coloro i quali (talmente imbruttiti o talmente collusi) ritengono che esprimere opinioni e punti di vista sia consentito solo a chi "mette i dindini"... ohibò!

Ebbene, cari amanti delle amicizie su fb con giocatori e dirigenti, più che abbonarsi o pagare il biglietto (tra l'altro "caruccio") ad ogni partita, incuranti del valore tecnico della squadra ma sempre e solo a sostegno della maglia, non sappiamo, da semplici tifosi e non da imprenditori e proprietari, cosa si possa fare. Forse qualche "selfie presidenziale"? Forse qualche incontro serale con questo o quel giocatore? Forse una tessera vuoto a perdere con "l'Associazione Pro Società? No grazie! Sinceramente preferisco giudicare da fuori (e credo sia un pieno diritto) perché i risultati ottenuti sul campo, la gestione tecnica da parte della società, parlano molto più di qualsiasi "diversamente disinteressato" vostro post celebrativo su fb.

Devo far riferimento a Presidenti (con la p maiuscola) come il cavalier Pignatelli, il compianto Donato Carelli o l'ingegner Vito Fasano che, è innegabile, hanno vissuto o rischiato di vivere dei fallimenti ma che, è altrettanto innegabile, hanno buttato il cuore ed il portafogli oltre l'ostacolo per comporre squadre degne dei campionati che si andavano a disputare e del blasone calcistico (ormai decisamente sbiadito) della città. E' bene precisare, inoltre, che si parlava di serie B o serie C "a vincere" e che in cadetteria le sole trasferte al Nord, (da Padova a Bologna, da Monza a Varese, da Genova a Cagliari) costavano con ogni probabilità ben più di un pluri-rinfacciato fondo perduto. E sempre a proposito di calcoli, sarebbe giusto chiedersi, magari, quanto sarebbe costato, dopo l'eventuale mancato ripescaggio in Lega Pro, un campionato di vertice (?) in serie D, verosimilmente senza incassi o quasi.

Con i Presidenti che ho nominato ricordo con nostalgia che si creava una empatia tra la stessa dirigenza e la tifoseria; quella convinzione che chi era al timone della società fosse innamorato dei colori rossoblu quanto e anche più della gente che soffriva sui gradoni. Ora, al contrario, il tifoso viene denigrato ed insultato da chi sicuramente non fallirà mai (onore al merito) ma che altrettanto sicuramente non ha sussulti per questi colori che si possano minimamente definire... "passione o amore". Anzi, fondamentalmente, del Taranto "no se ne futtene nind" (anche questa, triste citazione di un "diretto interessato").

Ciò che interessa è solo la partita; non tanto quella sul campo quanto, piuttosto... la partita doppia. Ebbene, constatato che la città (stampa e tifoseria, curva compresa) appare mediamente soddisfatta di questa situazione di tacito e prolungato ricatto che ha avuto inizio con la "questua" dell'estate 2012, a quelli come me che hanno vissuto altri campionati, altre presidenze e (mi sia consentito) oggettivamente anche altre curve, non resta che cullarne il ricordo, ignorando, per quanto possibile, le urla isteriche sui social di tifose molto attente alle prestazioni dei calciatori (più fuori che dentro il rettangolo di gioco a dir la verità) o dei tifosi che individuano la causa di ogni male in altri tifosi (gli inflazionati gufi) senza rendersi conto che con la testa sotto terra la realtà risulta alterata, anzi... non si riesce proprio a guardarsi intorno. E non c'è selfie, amicizia social o altro "legame" che tenga perché, credetemi, in attesa di tempi migliori, meglio un gufo parlante oggi che tanti struzzi associati domani. Buon 2017... Taranto nostro.
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