Non potevo che cominciare da te...
LE VOCI DI MRB.IT | Il 16 ottobre del 2011, il Taranto affronta in trasferta la Pro Vercelli...
  • Carlo Esposito
  • 15 Maggio 2016 - 12:09
 
Pensare e scegliere. Scegliere e pensare. Sperare.
Il Taranto si appresta a disputare il campionato, terzo dell'era D'Addariana.
Il finale di stagione, la 2010-2011, si conclude con un ragazzone alto, insaccare la porta avversaria al 13esimo minuto, gol che apre le danze ad una delle partite piu incredibili della storia degli ultimi 30 anni.

Ho sognato quel gol decine di volte, rivisto centinaia, ho voluto quegli scarpini, soprattutto il sinistro… non so ancora spiegarmi il perché.

Ma torniamo a noi.
La stagione 2011-2012 vede il Taranto inserito nel girone settentrionale della Lega Pro, ex serie C.
Cominciamo così, serie C girone A... Sono un nostalgico io.
Ero, all'epoca, un fuorisede da una "mezza vita", diciamo; risiedevo in Piemonte, dove, oltre al mio lavoro, ormai avevo una quasi consapevolezza che ritornare dalle mie parti sarebbe stato estremamente difficile, anche se non smettevo di sperare in un "sogno che cavalcava il sogno".

Il Taranto, nel girone settentrionale racchiude una delle guerre fredde più dure del mondo pallonaro nostrano: la tessera del tifoso!
La squadra rossoblu, per motivi condivisibili o meno, non godrà dell’apporto dei tifosi che giungono da Taranto, se non muniti della famosa tessera bancaria pallonara.
Ma tutto questo crea una reazione uguale e contraria durante il cammino del Taranto in trasferta: fiumi e fiumi di gente, appassionati, tifosi, ultras, bambini e famiglie di tarantini residenti al nord Italia, cominciano a seguire le sorti della squadra, in virtù di un’annata ricca di soddisfazioni sul campo, solo sul campo.
Il Taranto è una compagine forte, sa imporsi, segna con regolare continuità e subisce poco, pochissimo.

Non voglio assolutamente parlare del finale di stagione perché io a Vercelli, nella sua sperduta ma bellissima provincia di montagna, ci vivevo…
Voglio invece ricordare di Ferrara, Pavia, Como, Reggio Emilia, e ancora Monza due volte, Pisa, Terni, Foligno, Viareggio…centinaia di Tarantini al seguito…

Il 16 ottobre del 2011, il Taranto affronta in trasferta la Pro Vercelli. Sono 14 anni che risiedo ad Alagna Valsesia e ho una missione: ricamare una fascia da Capitano per Fabio Prosperi.
Tra giovedì 13 e venerdi 14, la fascia è comprata (marca Errea), personalizzata e ricamata (coperta la scritta Errea): "16 OTTOBRE 2011 – STADIO “PIOLA” VERCELLI... UNA PARTITA ATTESA UNA VITA".





Bisogna solo incontrare Fabio, consegnare la fascia e spiegargli che per me, questa, non è una partita normale: questa è davvero una partita che attendo da una vita!!!

Il sabato si parte per Vercelli a fare i biglietti, doverosamente settore ospiti: e qui cominciano le comiche.
Un inserviente in casacca da rappresentanza Pro, a cui chiedo informazioni sullo stadio, è DECISAMENTE campano, un altro impiegato Pro, INCONFONDIBILMENTE siciliano: viva la PRO, patria dell'integrazione ITALIANA.
Faccio il biglietto con non poche difficoltà: vallo a spiegare tu, che io sono di Taranto e voglio andare nel settore ospiti, ma sono residente a Vercelli!!!

Rischio di poter vedere la partita solo dai settore “locali”, qualsiasi, ma “locali”.
Fortunatamente il gentilissimo addetto stampa mi da una grande mano e grazie ad una magia, non solo mi stampa il biglietto ma permette al sottoscritto e ai suoi compagni di viaggio, Daniele e Luigi, di fare un PREVIEW dello stadio.
Si, signori, il finestrone alle spalle dell’omino che stampa i biglietti, non è altro che una porta-finestra che dà a strapiombo sul terreno di gioco; più o meno come avere un balcone che affaccia sul lato del vecchio ingresso in campo del Salinella!!!
Se qualcuno ha mai bazzicato al VIVISPORT di Taranto, non si è perso nulla. Campo in stile parrocchia, 4 gradoni a cui viene dato il nome di GRADINATA SUD situati esattamente sotto la TRIBUNA stile Vittoriano, le cui recinzioni sono fonte di diatriba tra la stessa amministrazione comunale di Vercelli e i sostenitori casalinghi: praticamente a Vercelli vedere la partita è compito arduo!

Si trascorre un pomeriggio intero a girovagare per Vercelli e tutti i suoi alberghi, in cerca di quello in cui alloggia il Taranto.
Telefonate e contatti ci dicono che il pullman ha avuto un'avaria e che il Taranto arriverà tardi, ma sono quasi le 20:00.
Decido di utilizzare il piano B, quello che un gentleman non dovrebbe mai fare!!!
Pronto, Francè (Colombini...) ma dove alloggiate a Vercelli? Io me li sono fatti tutti gli alberghi ma non ci siete da nessuna parte...
Vercelli??? Ma quale Vercelli Carlè, alloggiamo a Novara all’albergo...

DIETROFRONT AVANTIMARCH direzione Novara.

Alle 21.30 siamo nel centro cittadino di Novara, i ragazzi hanno appena finito di cenare e alcuni di loro sono fuori a chiacchierare.
Naturalmente non ci vedono, neanche quando parcheggiamo in stile “DOPPIAFILAQUATTROFRECCE” all’ingresso dell'albergo.
Finchè la fretta di consegnare la fascia, non mi fa inciampare in un tombino novarese.
Mi avvicino al Capitano e... "chiedo scusa, per Lido Gandoli vado bene?…."
Fabio mi guarda e si mette a ridere...
Sto ragazzone pescarese è proprie nu brave uagnòne!

Ci salutiamo cordialmente e gli spiego senza tante frottole cosa sto facendo lì: un pò si commuove, mi spiega che ci sono tifosi e tifosi, parliamo di tutto tranne che di calcio, e che queste cose lo emozionano!
Ho fatto centro, anche se continuo a vergognarmi con un bambino!

Grazie Carlè, la indosso e domani te la firmo finita la partita così… per la prossima mostra hai un altro cimelio da esporre…

Il Taranto pareggia in quel di Pro, mancano 5 minuti alla fine della partita, mi dirigo verso la grata del settore che ci ha impedito di godere dello spettacolo per tutta la durata della partita, e un pò alla volta tutti i sostenitori del Magico, si assiepano a ridosso per chiamare i loro calciatori.



In pochissimo tempo vengo sommerso, tutti cominciano a urlare tant'è che il mio "Fabbbbbioooooooo" svanisce in un coro generale.





Fabio si slaccia la fascia, guarda un pò in giro, mi vede…c’è troppa gente e gli leggo il labiale: "faccio la doccia e ci vediamo di là… al pullman".. "Ok" e con un cenno della mano l’accordo è raggiunto!!!

Mai avuta così voglia di uscire dallo stadio, e anche in questo caso con non poche peripezie, riesco ad arrivare al pullman che accompagnerà i ragazzi...
Ed è qui che un responsabile mi blocca, a due passi dal mio capitano.
Non c'è verso di fargli capire che anche se bardato di rossoblu, non sono un terrorista, ne un barbone, che non succederà nulla e che io, al Capitano del Taranto, lo conosco davvero.
Finchè la pazienza (diciamo così) non va a farsi un giro e grido a Fabio, che intanto se la ride gustandosi la scena, in cadenza leggermente spartana "Glielo dici tu...?".

La situazione si sblocca e Fabio dopo aver aperto le strade del dietro le quinte, mi consegna una busta: non solo la fascia, ma anche la maglia del secondo tempo, sudicia fino all’ultimo filo di sintetico.





Una giornata incredibile, col bottino favorito per un collezionista e una consapevolezza:
non potevo che cominciare da te, Capitano, quest’angolo di amarcord.



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