Sul tavolo di Ezio Stefàno ci sarebbero al momento tre opzioni di scelta per quello che riguarda il futuro del calcio tarantino, si tratterebbe della cordata relativa al duo Nardoni-Colomba, di quella legata al gruppo Papalia ed infine di quella che vedrebbe un connubio tra la Soget e Flora.
Al momento, stando alle ultime notizie, sarebbe il duo formato tra Nardoni e Colomba a nutrire maggiori possibilità di mettere le mani sul calcio tarantino. Nardoni, imprenditore impegnato nell’edilizia e candidato al consiglio regionale nelle scorse elezioni, ha cercato più volte di tentare l’assalto al Taranto Calcio, senza però alcun esito positivo. Nel 2004 quando Blasi lo rilevo dal tribunale e poco prima dell’era D’Addario. Ora l’assalto decisivo in coppia con Colomba. Con loro altri cinque imprenditori “non tarantini”. Quello che è certo, riguarda un possibile matrimonio con la cordata di Papalia che ha già rigettato questa opzione nonostante l’apertura di Nardoni, che in caso di riuscita della trattativa, sarebbe il prossimo presidente del Taranto, che ripartirebbe senza grossi intoppi dalla serie D.
La cordata Papalia c’è ancora. Il presidente del consorzio Asi aveva aperto ad altri imprenditori, ma al momento l’unico gradito al suo gruppo sembrerebbe “il romano” Manolo Bucci. In realtà tutta la manovra sarebbe portata avanti da Ermanno Pieroni, con il supporto dell’assessore Cosa, legato in passato da un vincolo familiare. Logico che Pieroni gestirebbe tutto l’apparato tecnico ed organizzativo.
In ultimo c’è il presunto sodalizio tra la Soget e Flora, un’iniziativa portata avanti dal consigliere Cataldino. Dalla Soget però giungono solo smentite, quindi bisognerebbe comprendere quali siano le basi di un progetto che non si comprende quanto sia solido.
La pista Blasi sembra ormai tramontata del tutto e non ci sono le basi per pensare il contrario, anche se per alcuni suoi estimatori pare sia ancora viva una piccola fiammella. Gli uomini di fiducia dell’imprenditore messapico negano ogni suo possibile coinvolgimento, anche per via delle palesi distanze con il sindaco, ma il dato di fatto è che se le precedenti opzioni non trovassero terreno fertile, cosa che a questo punto è nel pratico impossibile, Stefàno, che entro due giorni dovrà comunicare la sua decisione, sarà costretto volente o nolente ad alzare la cornetta del telefono ed a digitare un numero che aveva promesso di contattare otto giorni fa, senza però mai farlo.

















