In Prima mancano 4 squadre: alle 25 candidate servono 300mila euro di fideiussione e 200mila a fondo perduto. C’è tempo fino a lunedì 30.
Tutto secondo regolamento e comunicato ufficiale del 22 giugno, il numero 178 A, la Lega Pro avrà due gironi di Prima divisione e due di Seconda. Non si è scesi sotto le 66 società iscritte e pertanto non ci sarà la «riforma silente » del campionato. Se ne riparlerà martedì (e si continuerà a parlarne fino a due giorni prima dell’inizio di campionato) per gettare le basi della riforma: «Martedì — ha annunciato Abete—abbiamo in programma una riunione con Lega Pro, Aic e Lega Nazionale Dilettanti per valutare la possibilità di una riforma strutturale che porti a un nuovo format per la Lega Pro, con tre gironi da 20-22 squadre di divisione unica. Si dovrà trovare una condivisione con tutte le componenti e il nuovo format scatterebbe in ogni caso non prima del 2013-14».
Ripescaggi Ieri il Consiglio federale ha ammesso tutte le squadre che avevano fatto ricorso, undici club (ora in totale sono 69, 32 di Prima e 37 di Seconda). In Prima divisione si sono salvati Andria, Como, Prato, Sorrento (giocherà a Cava de’ Tirreni), Treviso e Alto Adige; superati anche i problemi di stadio della squadra di Bolzano, che ieri ha fatto pervenire la decisione del Consiglio provinciale di aver dato il via ai lavori di ristrutturazione dell’impianto. In Seconda invece tutto ok per Casale, Campobasso, Valle d’Aosta (giocherà a San Giusto Canavese), Hinterreggio e Martina. Ora le società di Seconda hanno tempo fino al 30 per presentare le ulteriori garanzie economiche (altri 300 mila euro di fideiussione per l’iscrizione e 200 mila a fondo perduto) per chiedere il ripescaggio in Prima. Quattro i posti a disposizione e 25 le società che potrebbero aspirarvi: Foligno e Monza che sono appena retrocesse (sono sparite le altre Piacenza, Spal, Triestina e Taranto, mentre il Bassano è già stato ripescato). Poi possono aspirare al salto le squadre che hanno perso i playoff: Entella, Chieti e Rimini su tutte; a seguire le altre, come il Gavorrano. Non possono partecipare le nove neopromosse dalla D, le squadre che sono negli ultimi cinque anni già ripescate (oltre al Bassano anche la Pro Patria) e quelle penalizzate per illecito sportivo (l’Alessandria). «Solo dopo il 30 — spiega Abete — sapremo la Prima divisione a quante squadre sarà. Da un minimo di 32 a un massimo di 36. Le altre in Seconda». Molta perplessità c’è tra le società che potrebbero puntare al ripescaggio: i parametri (soprattutto i 200 mila euro a fondo perduto) per l’iscrizione al campionato superiore sembrano molto onerosi.
Gironi Subito dopo il Consiglio federale, in corso Italia si è riunito il direttivo della Lega Pro e si è stabilito che in questa stagione («vista la crisi e la volontà di ripristinare tutti i derby» recita un comunicato) si tornerà a gironi «orizzontali »: ci sarà un girone di Prima al Nord e uno al Centro-Sud, così come in Seconda.
La Gazzetta dello Sport
















