In cinque non si sono iscritte. In undici non sono a posto con le fidejussioni. Solo 61 (fino a 60 non sono previsti ripescaggi) sono le squadre a posto, ma ancora devono arrivare gli altri controlli, quelli sull’impianto sportivo di riferimento e soprattutto sulla regolarità del pagamento degli stipendi e delle tasse. Morale: la Lega Pro s’avvicina alla sua rivoluzione, una riforma del format dei campionati più volte caldeggiata e che la sofferenza dei club rischia di far diventare realtà a forza di esclusioni. Dunque, l’ipotesi è quella di un accorpamento fra le due divisioni, il ritorno ai tre gironi della serie C unica di una volta. Ma è solo una possibilità tanto che lo stesso presidente Mario Macalli frena: «L’accorpamento non è semplice. Noi siamo stati eletti per rispettare delle regole: che cosa dico a società che sono state promosse sapendo che era necessaria una fidejussione di 300mila euro e a cui invece dovremmo chiedere un raddoppio della cifra?».
«11 non regolari» Naturalmente il dado non è tratto. Una cosa sono le cinque che hanno detto niente da fare: non ce la facciamo. Un’altra quelle che non
si sono messe a posto con le fideiussioni da 300mila (Seconda Divisione) a 600mila (Prima) euro e che hanno però ancora la possibilità di farlo. Si
tratta di Andria, Como, Foggia, Latina, Siracusa e Treviso per la Prima Divisione. A cui in Seconda si aggiungono Campobasso, Casale, Chieti, Spal e
Valle d’Aoste. Ma la lista dei club a rischio non si ferma qui perché qualcuno potrebbe scivolare sugli altri controlli, curati dalla commissione impiantistica della Federcalcio e dalla Covisoc, che l’11 luglio darà il suo parere su tutti i casi. Poi il 19 sarà il consiglio federale a definire gli organici. Ma Macalli insiste: «Ci vuole una riforma complessiva. Se ne parla da tanto: una serie A a 16 squadre, una B divisa in due gironi, una Lega Pro con soltanto 4 over 26 e il resto tutti giovani». L’accorpamento come figlio di un progetto e non della sofferenza.
Ma intanto? Doppie promozioni? In ogni caso siamo vicini a una svolta.
Fra i suoi effetti collaterali l’accorpamento «raddoppierebbe » la promozione delle squadre vincitrici dei gironi della serie D. Fra cui il Salerno di Lotito, l’Unione Venezia e l’Hinterreggio, la seconda squadra di Reggio Calabria, tanto per citare le realtà che hanno le spalle le città più grandi.
Como «raggirato»? Non bisogna però correre troppo. Sul fronte fidejussioni ci si può mettere a posto. Senza evitare però un punto di penalizzazione.
Fra le prime reazioni quella del Como, che si dice vittima di un raggiro, di due «sedicenti broker» di una banca tedesca che in realtà non aveva nulla a che fare con loro. Il Chieti annuncia che «provvederà immediatamente a integrare la documentazione», mentre il suo presidente Walter Bellia ha presentato una denuncia per truffa.
NON ISCRITTE: Pergocrema e Taranto per quanto riguarda la Prima divisione; Giulianova, Piacenza e Triestina in Seconda. Per loro, per la ripartenza nel calcio giocato, si aprono le porte dei campionati dilettanti.
ISCRIZIONI NON COMPLETE: Andria, Como, Foggia, Latina, Siracusa e Treviso. In Seconda invece Campobasso, Casale, Chieti, Spal e la neopromossa dalla Serie D Valle D’Aosta.
fonte: Gazzetta dello Sport
















