L'analisi della giornata conclusiva dei play-off di Prima Divisione.
CARPI FC 1909: F.C. PRO VERCELLI 1892 : 1-3
( Ferretti 2’ (C) Modolo 4’ Iemmello 48’ Malatesta 84’ (PV) )
I nonni di Vercelli raccontano da decenni i sette scudetti, i nipoti possono rispondere con la promozione in B. Nell’Emilia ferita dal terremoto (l’incasso della gara è stato devoluto a loro), dove ancora si piangono i morti e si calcolano i danni, dove nella notte ci sono state altre 7 scosse, la gloriosa squadra piemontese vacilla, si rimbocca le maniche e si rimette in piedi, proprio come sta facendo la gente di qui. Che per un attimo si è distratta dalla tragedia con una partita di calcio, ma poi ha lasciato la festa agli ospiti. La Pro torna in serie B dopo 64 anni. Dopo l’era degli scudetti e quella tra C e dilettanti (con qualche travaglio societario), con Massimo Secondo al timone ha aperto una terza epoca che, dopo il ripescaggio dell’estate scorsa, vede questa promozione seguire i trionfi piemontesi di Juventus e Torino (insieme a quello del Cuneo in Seconda divisione).
La sconfitta del Carpi invece non è solo un fatto sportivo. Il proprietario del club, Stefano Bonacini, adesso dirotterà i suoi interessi sul Modena, spostandosi insieme al d.s. Giuntoli forse con Mangia come allenatore. Chissà come ripartirà il Carpi, che maledice i playoff per la B: nel 1997, arrivando terzo come oggi, venne sconfitto nella finale (allora unica) con il Monza, pure quinto come la Pro Vercelli. Ma i pensieri della sua gente sono per cose ben più importanti: lo striscione biancorosso dei tifosi listato a lutto la diceva tutta. Risolti i problemi delle case e delle aziende, si risolveranno anche quelli del calcio. Con dignità.
Pronti, via e due gol: subito il Carpi con Ferretti, bravo a girarsi spalle alla porta e infilare, e poi la Pro con Modolo di testa sul primo corner.
L’errore di Notaristefano—che aveva giocatori provati da quasi due settimane di ritiro forzato— è stato quello di aspettare, così la squadra di Braghin s’è messa a macinare gioco sfiorando la rete nel primo tempo con Fabiano ed Espinal, e trovandola in avvio di ripresa, quando Iemmello ha infilato il pallone respinto dal palo dopo un colpo di testa di Martini. A quel punto era il Carpi a dover rimediare ma, a parte una sventola di Memushaj deviata da Valentini e una palla d’oro sprecata da Concas, non ha combinato nulla e, anzi, è stata la Pro a farsi pericolosa (diagonale di Masi parato, salvataggio di Cioffi su Rosso) fino a trovare il tris in contropiede con Malatesta. Festa grande per i mille tifosi bianchi in curva. Che poi con una lunga carovana hanno accompagnato la squadra al rientro in città.
TRAPANI: VIRTUS LANCIANO : 1-3
( Gambino 1’ (T) Pavoletti 28’ Sarno 66’ e Margarita 85’ (L) )
La favola del Lanciano si compie in una calda giornata di giugno nella terra che stimola i sogni dei viaggiatori (o visitatori). Ma questa partita non potrebbe fotografare meglio l’intera stagione e il dissennato comportamento del Trapani che a 5 giornate dal termine aveva la bellezza di 9 punti di vantaggio e si è fatto soffiare il primato dallo Spezia sul filo di lana. Allo stesso modo anche ieri, in avanti di un gol e con un uomo in più, i granata (dopo l’1 a 1 dell’andata) si fanno raggiungere e scavalcare dai rossoneri di Gautieri. Che vincono con merito. Alla fine il Trapani, 3 promozioni negli ultimi 4 anni, paga un prezzo molto salato all’inesperienza, ma Boscaglia e i suoi rimangono protagonisti di un prodigio che non riescono a mutare in miracolo.
E dire che era cominciata sotto i migliori auspici per i siciliani in vantaggio dopo 50": punizione di Barraco e pallonetto vincente di Gambino. Non solo, 11 minuti dopo una sciocchezza di Amenta, che colpisce Gambino con palla lontana, lascia gli ospiti in 10. A questo punto nessuno scommetterebbe un centesimo sulla promozione degli abruzzesi.
Invece, proprio da quell’espulsione i rossoneri traggono linfa vitale. Il Trapani illudendosi di poter controllare l’avversario commette un grosso errore. Gautieri arretra Vastola in difesa e senza accusare il colpo è la sua squadra a fare la partita. Poco prima della mezz’ora un lancio dello stesso Vistola innesca Pavoletti che da 25 metri lascia partire un tiro di controbalzo che beffa Pozzato.
Nella ripresa i siciliani continuano nel loro sterile possesso palla. Gautieri sostituisce Turchi con Margarita per apportare energie fresche sulla sinistra e al 21’ Pavoletti al limite dell’area porge a Sarno che si accentra e lascia partire un tiro liftato sul quale Pozzato non arriva. Il gol più bello della partita. Il Lanciano fa uscire l’autore del 2 a 1 per coprirsi con Capece. Boscaglia risponde con un doppio cambio: fuori Gambino e Sabatino dentro Cavallaro e Mastrolilli, artefice dell’ultimo tentativo granata: conclusione dai 20 metri, fuori di poco. Tutto qui il Trapani. Il Lanciano nonostante il vantaggio e l’uomo in meno non si limita a difendere e va ancora a segno chiudendo i conti con Margarita che approfitta di una topica distrazione di Daì e Pozzato indecisi su un lungo lancio di Capece, buggerati dal nuovo entrato che di testa ruba palla e segna a porta vuota.
Scoppia in lacrime la presidentessa Valentina Maio abbracciata a papà Franco per la prima storica promozione in B: «Una favola che non osavo sognare ».
La rubrica il Lunedì della Lega Pro tornerà fedelmente dal prossimo campionato ovunque la nostra squadra del cuore sarà.
















